sabato 14 aprile 2018

Recensione #172 - I Draghi della Notte d'Inverno


Salve a tutti! Oggi vi parlo dell'ultimo libro che ho letto.




Titolo: Dragolance. Le Cronache #2. I Draghi della Notte d'Inverno

Titolo originale: Dragons of Winter Night

Autore:  Margaret Weis; Tracy Hickman

Data di pubblicazione: 1988

Editore: Armenia

N° di pagine: 377

Prezzo: €4,55

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Trama: Sul mondo incombono orrende sciagure ora che gli eroi sono stati separati. L'oscura profezia e incubi agghiaccianti li tormentano, mentre vanno alla ricerca dei misteriosi globi dei draghi e della leggendaria Dragonlance. Un drappello di eroi risolleva le sorti del mondo, ma si tratta di una tregua fragile e precaria, che potrebbe dissolversi per sempre nel freddo pungente di una notte d'inverno. Cavalieri e barbari, elfi e guerrieri, gnomi, maghi sapienti dai poteri occulti continuano la loro ricerca della leggendaria Dragonlance e la lotta senza esclusione di colpi contro Takhisis, la Regina delle Tenebre.







Questo libro stava sul mio scaffale da un po', visto che ho leto il primo libro, I Draghi del Crepuscolo d'Autunno, più di un anno fa. Eppure mi ricordavo dei personaggi, in particolare Tas e Raistlin, che in effetti sono diventati i miei preferiti, e non ho avuto difficoltà a ricordare eventi precedenti.
La guerra con la Regina delle Tenebre è ormai alle porte, eppure ci sono popoli che non vogliono essere coinvolti e danno la colpa ai soli umani.
Il nostro gruppo si ritrova qui in una nuova avventura, tra terre assediate dai Draconici e dai Signori dei Draghi, cercando di evitare la guerra tra le razze, con lotte intestine anche tra loro, e la guerra con la Regina delle Tenebre. E la guerra contro quest'ultima può essere vinta solo grazie alle Dragonlance e ai Globi dei Draghi...


Nove essi erano, nove alla luce delle tre lune,
Nel crepuscolo d'autunno:
Mentre il mondo si sgretolava essi sorgevano
Nel cuore della storia.


Devo dire che questo secondo libro sembra essermi piaciuto meno del primo, ma ha comunque dei punti di forza.
Come ho detto mi è piaciuto ritrovare i personaggi; soprattutto Tas, la cui curiosità lo rende diverso dagli altri e a tratti molto più interessante perché le sue sensazioni non sono quelle degli altri, e anzi sono molto diverse, e Raistlin, che è un personaggio molto ambiguo ed ambizioso. Se devo dire qualcosa riguarda a Rast, è il fatto che gli autori tramite gli altri personaggi cercano di dirci che Raistlin è malvagio e inquietante ma, alla fine dei conti, questo male e questa crudeltà che dovrebbe avere non sono ancora stati mostrati. Anzi, ricordo che nel primo libro e anche in questo Raistlin ha aiutato i compagni in varie occasioni, e che il resto del gruppo è fatto di ingrati rompiscatole e a tratti anche piuttosto stereotipati.
Anche Strum in questo libro mi è piaciuto molto, e in effetti gran parte della storia è incentrata su di lui e sul suo voler essere Cavalariere di Solamnia. Se nel primo pareva essere un pochino piatto, da quanto ricordo, qui mostra davvero cosa e quanto gli sta a cuore..
Gli altri personaggi mi hanno lasciata un po'... Vuota? Assolutamente non impressionata? Insomma, il nano Flint non è male, ma Laurana, ad esempio, decanta il fatto di essere cresciuta un sacco e invece è altezzosa come tutto il suo popolo.
L'amore tra Silvarna e Gilthanas e quello tra Tika e Caramon mi ha lasciata totalmente indifferente. Forse un po' mi ha smossa Alhana, ma proprio all'ultimo, a causa di un evento che non voglio spoilerare. Nel complesso queste relazioni mi sono sembrate a tratti blande a tratti irrealistiche per via di come parlavano i personaggi.
Parlando della storia, il gruppo viene diviso piuttosto presto, ma le loro avventure sono tutte incentrate sul ritrovamento dei Globi del Drago, che dovrebbero aiutarli a sconfiggere il nemico. È una tipica avventura fantasy, classica, lineare, ma con qualche colpo di scena interessante. Nel complesso mi è piaciuta molto, a parte alcune cose che non ho capito e che mi hanno portata fuori dall'universo di Krynn. Per esempio, la continua menzione del Natale. A Krynn c'è il Natale? Si festeggia la nascita di Cristo in un mondo dove Cristo non esiste? Oppure di Paladine? O...? Chi lo sa. Non è mai spiegato. Rimane qualcosa che mi ha fatta tornare alla realtà e sembra una forzatura e un worldbuilding fatto male.
Lo stile di scrittura l'ho trovato pesantuccio, e ciò mi ha fatto protrarre la lettura davvero a lungo. Se poi si contano tuti gli errori di battitura... È davvero un peccato, perché nel complesso il libro non è male, e spero di poter leggere pesto il terzo libro.


2 commenti:

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