martedì 9 gennaio 2018

Recensione #158 - Abarat

Oggi posto una recensione che pianificavo di avere pronta venerdì. Ma la lettura è stata più lenta di quanto mi aspettavo!




Titolo: Abarat #1. Abarat

Autore:  Clive Barker

Data di pubblicazione: 2003

Editore: HarperTrophy

N° di pagine: 393

Prezzo: €9,99

Link per l'acquisto:  Bookdepository

Trama: Candy lives in Chickentown USA: the most boring place in the world, her heart bursting for some clue as to what her future may hold. She is soon to find out: swept out of our world by a giant wave, she finds herself in another place entirely...The Abarat: a vast archipelago where every island is a different hour of the day, from the sunlit wonders of Three in the Afternoon, where dragons roam, to the dark terrors of the island of Midnight, ruled by Christopher Carrion.
Candy has a place in this extraordinary world: she has been brought here to help save the Abarat from the dark forces that are stirring at its heart. Forces older than time itself, and more evil than anything Candy has ever encountered.







“Darkness always had its part to play. Without it, how 
would we know when we walked in the light? It’s only when
 its ambitions become too grandiose that it must be opposed, disciplined,
 sometimes—if necessary—brought down for a time. 
Then it will rise again, as it must.” 


È difficile trovare le parole per descrivere questo libro. Sicuramente mi è piaciuto, Baarker ha creato un universo estremamente fantasioso e particolareggiato. La storia ha luogo nell'Abarat, un arcipelago formato da ventiquattro isole, ognuna ferma ad un'ora del giorno o della notte, più una quinta isola che pochi hanno visitato, e da cui ancor meno sono tornati indietro. Ogni isola ha abitanti dversi e caratteristiche peculiari, e la nostra immaginazione è aiutata dai dipinti che l'autore stesso ha creato e messo nel libro e che ci mostrano luoghi e personaggi. Candy, la protagonista, esplora alcune delle isole e fa conoscenza dei loro abitanti. Alla fine del libro troviamo anche un piccolo estratto di un Almanacco presente nella storia, che ci parla di ognuna delle isole e che io ho trovato estremamente interessante.
 Ad ogni pagina c'era qualcosa di nuovo e interessante, ed è stata un'esperienza viaggiare nell'Abarat. Solo che, per quanto riguarda la trama, non è che ci siamo molto da dire... Candy vive in una cittadina estremamente noiosa, e si trova fuori luogo. Vagando, si ritrova in un posto che non aveva mai visto prima e fa un incontro che la porterà nell'Abarat, e che le darà un oggetto che pare estremamente importante. E poi non so cosa sia successo. Il libro diventa un immenso infodump. Candy si ritrova nell'Abarat, e viaggia attraverso le isole. Lo schema va un po' così: c'è un cattivo, lei scappa, un altro cattivo, scappa, un'altro cattivo, scappa. E intanto si fa un viaggetto per le isole, ce le fa vedere, e incontra gente. Pare sempre che Candy sia importante, che ci sia qualcosa sotto, che ci sia un motivo per cui Candy è arrivata nell'Abarat, ma fino alla fine del libro non sappiamo cosa sia. Solo verso le ultime pagine intravediamo qualcosa che, forse, se l'autore non ci piglia per i fondelli, accadrà.
Una cosa che invece mi è piaciuta moltissimo sono i personaggi. Già in questo primo volume mi sono affezzionata ad alcuni di loro.
I "cattivi", a parte il loro aspetto peculiare (alcuni sono davvero brutti, mamma mia), non mi hanno colpito granché. Tutti mostrano ambizione e sete di potere. Il Criss Cross Man, Wolfswinkel, ed anche Rojo Pixler. Solo uno mi è parso interessante: Christoper Carrion, che mi è parso un uomo estramemente triste e solo, e con qualcosa di più in mente. Sicuramente crudele, ma è uno dei miei personaggi preferiti nel libro.
Per quanto riguarda i "buoni", invece, Candy è sicuramente una ragazza intelligente e avventurosa, ma non mi ha colpito granché. Le tre donne a inizio  libro (che poi compariranno di nuovo) mi paiono molto più nelle mie corde. Ma il mio personaggio preferito in assoluto è il piccolo Malingo. Se gli succederà qualcosa farò una strage. Ha già passato abbastanza.
La lettura è stata lenta anche perché, oltre al fatto che la storia in realtà è, come ho detto, un unfodump enorme come Abarat stesso, lo stile è un po' pesante. Facevo fatica ad andare avanti. Sono sicura che nei prossimi libri migliorerà come succede di solito. Ma, nel frattempo, questo libro è stato quasi doloroso da leggere.
Insomma, Barker ha una fantasia immensa, e lo vediamo sia da come Abarat è, sia dai dipinti che ha allegato alla storia. I personaggi principali sono interessanti, e quelli in background hanno le loro particolarità Ma la mancanza di una vera e propria trama visibile e lo stile un po' pesante non mi hanno fatto piacere questo libro quanto mi aspettavo!



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