giovedì 4 gennaio 2018

Recensione #157 - La nave degli Scomparsi


Ecco la mia prima recensione dell'anno :)




Titolo: Magnus Chase e gli dei di Asgard #3. LA nave degli scomparsi

Titolo originale: Magnus Chase and the Gods of Asgard #3. The Ship of the Dead

Autore:  Rick Riordan

Data di pubblicazione: 2017

Editore: Mondadori

N° di pagine: 444

Prezzo: €18

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: Loki è riuscito a liberarsi dalle catene con cui Odino lo teneva prigioniero e marcia verso l'impresa che consacrerà per sempre il suo dominio: distruggere i Nove Mondi e scatenare il Ragnarok, il Giorno del Giudizio. Un'eternità trascorsa con un serpente sulla testa non ha certo mitigato l'ira del malvagio dio, e Magnus Chase dovrà fare appello a tutto il proprio coraggio per impedire che Loki salpi con la diabolica Nave dei Morti prima del solstizio d'estate. Nella sua missione più decisiva, però, Magnus dovrà affrontare Loki sul suo stesso terreno, in un duello in cui non serviranno mazze e spade quanto spirito e arguzia: una gara di dialettica, da combattersi a suon di... fantasiosi insulti! Solo bevendo il prodigioso Idromele di Kvasir Magnus potrà sperare di battere il dio, ma dovrà poi misurarsi con il suo terrificante vascello di zombie a bordo di una nave dall'aspetto non esattamente minaccioso, la Big Banana...








"Non puoi nasconderti da te stesso, Loki" dissi. "Qualunque
form tu assuma, sarai sempre tu... asolo, disprezzato,
astioso, infedele. I tuoi insulti sono falsi e disperati.
Non hai possibilità contro di noi, perché tu non hai 
un 'noi'. Tu sei Loki, sei sempre solo!"


Magnus e i suoi amici devono salpare verso Niflheim, per raggiungere Naglfar, la Nave dei Morti, ed impedire che Loki attui il suoi piano e dia inizio al Ragnarok.
I libri di Riordan sono ottimi per staccare un po' la spina e farsi due risate, come che mi serviva. Anche neimomenti un pochino più tragici, Riordan trova il modo per farci ridere o comunque strapparci un sorriso. E dire che questo libro dovrebbe essere il più "serio" dei tre, perché il Ragnarok è imminente e fino alla fine non siamo sicuri se Magnus riuscirà o meno ad impedirlo.
Il mio ragazzuolo Percy ha fatto una capatina, come già sapevamo dall'inizio, e devo dire che mi manca. Le mie avventure sono cominciate con lui, e Percy ha un posticino speciale nel mio cuore. Ma Magnus non è da meno, assolutamente. In questi tre libri l'ho visto evolversi, accettare la sua natura di guerriero vichingo e trovare una famiglia tra gli atri membre die Valhalla. È una gran differenza rispetto al primo libro, dove era un senzatetto solo e poco affettivo. Ho desiderato tanto che si mettesse con Alex, e in questo libro la loro relazione avanza di parecchio, anche se non tanto quanto vorrei.
Alex è un personaggio complesso ed è un* dei miei preferiti in assoluto! Anche con una famiglia così disastrata, riesce a farsi una vita propria e ad essere se stess*. In questo terzo volume il suo background viene esplorato molto di più, e una scena specifica mi ha fatto venire una tale rabbia... Sono ancora più contenta che abbia trovato Magnus e gli altri.
Samirah è in pieno Ramadan, e questo dovrebbe rallentarla. Invece la sua fede diventa la sua forza, la fa andare avanti anche nei momenti più ardui. È stato rinfrescante vedere un personaggio musulmano praticanete che sia estremamente positivo e dalla parte dei buoni, una ragazza eroica e non una terrorista.
T.J. e Halfborn mi sono piaciuti di più, in particolare il secondo. Entrambi mostrano il loro coraggio, ed era ora che sapessimo di più del loro passato e di come sono diventati einherjar.
E poi Mallory! Finalmente la sua importanza si rende davvero visible, e in questo volume sono riuscita ad apprezzarla molto di più. La sua storia è davvero triste, è anche il suo risentimento, ma è coraggiosa e intelligente.
Forse quello che mi ha dato un po' fastidio è che Riordan anche in questa serie (e in questo libro in particolare) ha calcato la mano sui semidei norenni, che non sono mica tanti nelle storie antiche e che qui invece paiono spuntare come funghi. 
Nel complesso però ho trovato la storia molto intrigante. Forse troppi momenti comici (alla Riordan) che se nei libri precedenti di Percy, Apollo, Carter e Sady, e anche Magnus, mi piacevano abbastanza, ora a volte mi stanno a noia. Li trovo fuori posto. Ma forse sono solo i miei gusti che si stanno evolvendo, non lo so. Lo stile è sempre quello di Riordan, un po' semplice, si segue bene e velocemente.
C'è una scena che ho amato (e da cui ho preso la citazione) e che non mi sarei aspettata. Pensavo che si sarebbe svolta diversamente, e invece mi ha sorpresa. Alla fine questi personaggi mi sono entrati dentro, e non li dimenticherò facilmente.




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