giovedì 9 novembre 2017

Recensione #146 - Profondità

Buongiorno a tutti, lettori!
Ovviamente (sigh) non sono andata avanti con l'altro libro. Quindi ho letto qualcosa di breve che era sullo scaffale TBR da mesi! *piange in silenzio*



Titolo: Profondità

Titolo originale: Her deepness

Autore:  Livia Llewellyn

Data di pubblicazione: 2016

Editore: Hypnos Edizioni

N° di pagine: 70

Prezzo: €6,90

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: 
Gillian non ha mai visto alcun genere di regione selvaggia di persona, non si è mai avventurata oltre la calca di edifici in qualsiasi parte del mondo dove Obsidia non è, ma può immaginarlo. Obsidia si estende in una tentacolare foresta di ciminiere degna di un Dickens post-apocalittico, mentre sibille marine vaticinano inalando esalazioni venefiche e divinità ctonie provenienti dagli abissi siderali chiedono di essere liberate dalla pietra... Il viaggio di Gillian è un ritorno alle tenebre della sua infanzia, alle miniere di carbone, un'esplorazione degli abissi della propria anima, della sua Profondità. Ma Livia Llewellyn offre anche un punto di vista cosmico e lovecraftiano, con il quale prendere le misure dell'esistenza umana: la prospettiva dei marmi e delle ere geologiche che li hanno plasmati, quella delle creature immani imprigionate tra le fiamme degli incendi sotterranei, per le quali la presenza umana è semplicemente un dato non registrato, troppo insignificante per essere notata.





"Io sono il profondo"

Finalmente ho letto Profondità, prima opera della Llewelynn a cui mi sono approcciata. Non sapevo cosa aspettarmi e avevo dimenticato pure di cosa parlava, veramente. Sigh. Comunque, sono felice che la Me Passata abbia deciso di comprarlo.
Gillian ha una capacità particolare. Riesce a parlare con la pietra, a modellarla. Dopo anni nelle miniere, riesce a trovare una posizione lavorativa migliore. O così spera. Ma le cose non sono così come paiono.
Devo dire che le prime pagine mi sono risultate un pochino noiose, ma poi la storia è diventata davvero interessante ed è come se avesse preso vita. L'ho trovata diversa da quello che leggo di solito: in un certo è senso è più "oscura". Non ci sono eroi od eroine, non c'è qualcosa che mi è parso davvero malvagio (anche se può apparire così ad altri). Insomma. Gillian, per come si rivela essere davvero alla fine, e anche il "dio" degli altri personaggi, mi hanno dato più una impressione di "grigio" e di neutralità più che qualcosa di marcato. Anche se, alla fine, la storia di Gillian risulta abbastanza terrificante.
I personaggi sono ben costruiti, e fino alla scena finale sappiamo e capiamo solo quello che Gilian sa e capisce. Poi la rivelazione, che ho trovato grandiosa ed inaspettata.
Emanuel è l'altro personaggio che conosciamo fin da subito, e si rivela diversissimo da quello che vuol far crede. Che comunque traspare dal suo atteggiamento. Ma il personaggio che più ho preferito, oltre a Gillian, è la sibilla. Nel complesso è la più interessante, complessa, orribile.
Pur essendo così breve, poi, l'autrice riesce a creare un intero mondo molto diverso dal nostro e riesce a farci vedere Obsidia, una città che non da compromessi e che è molto particolare. Cupa. Forse a tratti crudele. Il fatto che la Llewellyn sia riuscita a farmi davvero vedere la città è un grosso punto in più. Di solito con racconti brevi e simili non riesco a immaginare granché o a connettermi con i personaggi.
La scena che più ho preferito, e che sicuramente ho immaginato meglio, è quella dove tutto viene rivelato. Ovviamente non posso parlarne perché è uno spoiler, ma è davvero il passo che più mi ha impressionata, e penso anche scritto meglio.
Lo stile della Llewellyn, poi, cattura e non lascia andare. Queste poche pagine sono state lette l'una dopo l'altra e non mi sono neanche accorta di essere arrivata alla fine. Cosa rara, ultimamente, perché con alcuni libri mi trovo letteralmente a contare quante pagine mi mancano...
Nel complesso è stata una lettura che mi ha davvero soddisfatta, e spero di poter leggere qualcos'altro di questa autrice.



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