lunedì 16 ottobre 2017

Recensione #139 - Wings

Eccomi con una nuova recensione! Questa volta si tratta di un libro che per genere è molto più nelle mie corde. Ho abbandonato praticamente tutte le reading challenges tranne una, così sono di nuovo libera di leggere quello che mi pare.





Titolo: Wings

Titolo Originale: Wings #1. Wings

Autore: Aprilynne Pike

Data di pubblicazione: 2013

Editore: Pickwick

N° di pagine: 310

Prezzo: €9,90

Link per l'acquisto: Amazon 

Trama: Laurel ha quindici anni, ama la Natura, e al pranzo in mensa preferisce i picnic sull'erba. Si è sempre sentita diversa dalle sue coetanee, ma si rende conto di essere davvero speciale solo quando, una mattina d'autunno, un evento inspiegabile sconvolge la sua vita per sempre. Profondamente turbata, si confida con il suo dolcissimo compagno di classe David. Ma proprio quando la loro amicizia si sta trasformando in qualcosa di più, Laurel incontra Tamani, un ragazzo dal fascino magnetico, che le rivela una verità incredibile. Da quel momento, Laurel si trova sospesa tra due mondi e divisa tra due amori – uno umano e l'altro immortale






La giovane Laurel è una ragazza particolare: il suo corpo riesce ad ingerire solo frutta e verdura, non mostra i segni tipici dello sviluppo della sua età, e ha passato tutta la sua vita a studiare a casa. Ora che si sono trasferiti, i genitori la fanno andare in una scuola normale, cosa che certamente la destabilizza. Ma non quanto quello che succede improvvisamente al suo corpo e che la porterà a scoprire chi è davvero e qual è la sua missione.
Allora, devo dire che le fate non sono esattamente il mio forte. Penso che questo (assieme al libro che recensirò giovedì) sia il primo che leggo a riguardo, se non si contanto i libri di Shadowhunters in cui le fate comunque appaiono.
Questo libro era di mia sorella, e non mi ricordo perché l'ho messo nella mia TBR sinceramente. Riguardandolo, il fatto che ci sia un commento di Stephanie Meyer non prometteva nulla di buono (odio profondo per Twilight e compagnia bella), ma alla fine non si è rivelato malaccio. Oddio, non una bellissima lettura, ma non lo schifo che pensavo.
Di solito parlando di fate si ci concentra sul loro essere creature ambigue, di solito piuttosto malvagie e manipolatrici. Aprilynne Pike ha deciso invece di rivisitare la cosa, facendole diventare fondalmente buone, per ora, e mettendole a difesa del loro regno. Le ha anche descritte in modo diverso, rendendole molto meno umane e più legate alle piante. È un concetto interessante che però la Pike utilizza in modo strano. Molto, molto strano. Di fatto, l'episodio che scatena tutta la catena di eventi successivi è la cresciuta di un fiore sulla schina di Laurel.
Le fate, in questo libro, sono anche divise in quattro categorie, derivate dalla stagione in cui sono nate, ed hanno caratteristiche particolari limitate solo alle fate nate in una certa stagione. Non mi pare di aver mai letto una cosa del genre in giro, e mi pare piuttosto interessante (ma, come ho detto, non sono molto ferrata sulle fate).
Le altre creature presenti sono invece i Troll. Non so se è per via del fatto che il libro è diretto a persone piuttosto giovani o se la scrittrice proprio non sa descriverli bene, ma a me non sono sembrati la metà terrificanti di quello che dovrebbero essere e di come li pensavano i personaggi. In questo ambito avrebbe potuto fare molto meglio.
Parliamo invece dei personaggi. La protagonista, Laurel, all'inizio non mi è piaciuta molto: sembrava la tipica ragazza perfettina, senza brufoli, senza nessun tipo di problema, una sorta di fotomodella con voti perfetti e  una vita fantastica. Impossibile, per una quindicenne. lmeno per quelle normali. Tutto ha comunque un senso andando avanti, per quello che è e per quello che può fare.
I due amori sarebbero David e Tamali. Io non capisco questa cosa degli inutili triangoli amorosi nei YA. Non possono essere poly e farla finita? No? Peccato.
David sarebbe il ragazzino umano, che è sempre gentile e premuroso nei confronti di Laurel, e che l'aiuta in ogni momento. Tamali invece è una sorta di guardia del corpo/stalker che mi è stato sullo stomaco per tutto il libro. No, seriamente, ogni parola che dice (specie un uno specifico episodio, al loro primo incontro), il comportamento di Tamali verso Laurel non mi è piaciuto per nulla. Eppure ho il bruttissimo sospetto che "sceglierà" lui. Uff.
Il libro è piuttosto breve e si legge abbastanza velocemente, senza problemi. Ho trovato lo stile di scrittura un pochino scialbo, ma comunque leggibile.
Forse quello che mi ha lasciato più "meh" di tutto il resto è stato proprio il finale. Ma di quello ero a conoscenza per via delle altre recensioni, quindi fa lo stesso. Non credo che leggerò il secondo volume della serie molto presto, ma ho intenzione di farlo per vedere come va.



2 commenti:

  1. Che ricordi, l'ho letto 6 o 7 anni fa quando era appena uscito... me la ricordo come una storia leggera, un po' infantile. Niente di troppo brutto, ma non mi ha mai invogliata a leggere i seguiti nonostante li abbia in casa da anni. Prima o poi la terminerò però xD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma infatti, non fa schifo ma neanche è da buttare. È infantile, ma da quello che ho visto è indirizzato a ragazzine quindi ci può stare xD

      Elimina

lasciate un commento, sono sempre apprezzati!