giovedì 12 ottobre 2017

Recensione #137 - La tristezza ha il sonno leggero

Buongiorno a tutti! Come avete potuto vedere, non sono stata attiva sul blog. Se siete miei amici su FB saprete che mi si era rotto il computer e che ho dovuto ordinarne uno nuovo.
Ieri è arrivato e l'ho sistemato per bene, e ora posso tornare alla carica.
Oggi condivido con voi la recensione di un libro che dovevo leggere per una challenge, ma non avendo il computer non ho potuto scriverla e quindi mandarla per ottenere i punti. Fa lo stesso...



Titolo: La tristezza ha il sonno leggero

Autore: Lorenzo Marone

Data di pubblicazione: 2016

Editore: Longanesi

N° di pagine: 385

Prezzo: €5

Link per l'acquisto: Amazon 

Trama: Erri Gargiulo ha due padri, una madre e mezza e svariati fratelli. È uno di quei figli cresciuti un po' qua e un po' là, un fine settimana dalla madre e uno dal padre. Sulla soglia dei quarant'anni è un uomo fragile e ironico, arguto ma incapace di scegliere e di imporsi, tanto emotivo e trattenuto che nella sua vita, attraversata in puta di piedi, Erri non esprime mai le sue emozioni ma le ricaccia nello stomaco, somatizzando tutto. Un giorno la moglie Matilde, con cui ha cercato per anni di avere un bambino, lo lascia dopo avergli rivelato di avere una relazione con un collega. Da quel momento Erri non avrà più scuse per rimandare l'appuntamento con la sua vita. E deciderà di affrontare, una per una, le piccole e grandi sfide a cui si è sempre sottratto: una casa che senta davvero sua, un lavoro che ama, un rapporto con il suo vero padre, con i suoi irraggiungibili fratelli e le sue imprevedibili sorelle. Imparerà così che per essere soddisfatti della vita dobbiamo essere pronti a liberarci del nostro passato, capire che noi non siamo quello che abbiamo vissuto e che non abbiamo alcun obbligo di ricoprire per sempre il ruolo affibbiatoci dalla famiglia. E quando la moglie gli annuncerà di essere incinta, Erri sarà costretto a prendere la decisione più difficile della sua esistenza.
Uno straordinario romanzo sulla famiglia allargata italiana dei nostri giorni, che racconta quanto le persone che ci circondano influenzino la nostra vita, tendendo a plasmare il nostro carattere e ad assegnarci un ruolo. Fino al giorno in cui capiamo che se non vogliamo vivere una vita che non ci appartiene, occorre ribellarsi a chi ci ama. 









Era da tanto tempo che volevo leggere qualcosa di Marone. Parecchie delle blogger che seguo ne parlano molto bene.

In questo libro seguiamo Erri Gargiulo, uomo insicuro, indeciso, che non riesce ad esprimere I propri sentimenti. Cresciuto con una famiglia allargata, con mezzo fratelli e mezzi genitori, a quarant’anni ancora non sa quale sia il suo posto e cosa deve fare della sua vita.

Ora, quando uno ha alte aspettative poi succede che si rimane delusi. Io un po’ delusa da questo libro lo sono stata, ma vabbé.

Erri mi è risultato pesante e antipatico, sempre indeciso, sempre pronto a scaricare la colpa sugli altri per i suoi fallimenti. È vero che un po’ di colpa ce l'ha la famiglia, ma dopo un po’ la si lascia indietro e si ci prende la responsabilità delle proprie azioni. O no?
Vero è anche che la madre di Erri, Renata, è sempre col fiato sul collo di tutti. Dovrebbe essere una donna forte, un buon esempio per i figli (almeno nella sua testa), ma risulta essere una rompipalle che non sa come gestire le emozioni. Cerca sempre di mettere Erri contro il padre, di fargli fare scelte non sue, di spingerlo dove vuole lei. Questo un buon genitore non lo fa.
Durante il romanzo vediamo aspetti di lei che non ci aspettiamo, ma alla fin fine non mi hanno fatto cambiare di molto l'idea che ho di lei. Solo odio profondo, ecco.
Altri personaggi femminili importanti nella vita di Erri sono sua moglie Matilde, sua sorella Flor, e la sua sorellastra Arianna.
Matilde lo ha lasciato dopo tanti, troppi tentativi di fare un figlio. Così facendo gli ha scombussolato la vita; e nel rapporto che ha con lei possiamo benissimo vedere l’indecisione di Erri, il suo non volersi sobbarcare responsabilità. Ha paura del confronto e non la richiama quando dovrebbe.
Flor è figlia del padre di Erri, ma ha una madre diversa. Il loro rapporto è sicuramente quello tra fratelli, anche se sono piuttosto diversi. Flor è solare, energetica, piena di vita. Prende le cose con leggerezza e si lascia trasportare dagli eventi. Lei cerca di spingerlo a vivere davvero la sua vita, ma Erri oppone resistenza, scusa dopo scusa. Flor è parecchio diversa da me, e pensavo che mi sarebbe risultata irritante dopo un po'. Ma così non è stato. Sinceramente, se il libro fosse stato su Flor mi sarebbe piaciuto di più. Lei ed Arianna hanno salvato il libro, per me. Sono molto diverse, certo, ma personaggi ben fatti che ho adorato.
Arianna è figlia del nuovo marito di Renata e di un’altra donna. Con lei Erri ha un rapporto strano, molto più profondo di un legame di sangue. È quasi amore. Arianna è ombrosa, ha pensieri sempre molto serie fin da bambina, mi ha dato l’impressione che si sentisse fuori posto. Con lei Erri si sente in sintonia molto più che con i suoi altri fratelli, forse perché hanno avuto la fortuna di trovarsi in un momento simile delle loro vite. Di lei non so bene cosa pensare. È completamente diversa dagli altri personaggi. Non nasconde la sua tristezza o i suoi dispiaceri come invece fa, ad esempio, Giovanni, uno dei loro fratelli comuni. Con Arianna mi sento più in sintonia rispetto a Flor, alcune opinioni sono simili. Ma la sua relazione con Erri è davvero troppo strana e complicata.
Come personaggi maschili sono importanti Raffaele, il padre di Erri, e Mario, il nuovo marito di Renata.
Raffaele non è stato un vero e proprio padre per Erri, non si è preso tutte le responsabilità che vengono con il ruolo. Ma nel corso della storia vediamo il loro rapporto cambiare in meglio.
Mario invece, pur non avendo legami di sangue con Erri, ha fatto in modo di essere un vero padre per lui, di trattarlo bene e di guidarlo quando ne aveva bisogno.
Giovanni e Valerio non hanno un vero proprio impatto, almeno non da adulti. Quando sono nati hanno scombussolato la vita di Erri, cambiando le dinamiche familiari.
Per quanto riguarda lo stile di scrittura, raramente leggo romanzi scritti in prima persona. Marone la utilizza per far divagare molto il personaggio, cosa che dopo un po’ diventa irritante. Nel complesso però non è una lettura pesante e si legge bene.




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