giovedì 21 settembre 2017

Recensione #134 - Il Destino del numero Dieci

Finalmente riesco a leggere un libro nella mia TBR e che non abbia nulla a che fare con challenge varie, senza scadenze o altro. Mi mancava, e penso che al prossimo giro parteciperò ad una sola challenge o a nessuna.




Titolo: Il destino del numero Dieci

Titolo Originale: The Fate of Ten

Autore: Pittacus Lore

Data di pubblicazione: 2016

Editore: Nord

N° di pagine: 331

Prezzo: €16,90

Link per l'acquisto: Amazon

Trama:  Oggi è il giorno per cui ci siamo addestrati. Il giorno che tutti noi abbiamo sempre temuto. Per anni abbiamo combattuto nell'ombra, convinti di poter sconfiggere il nemico prima che il mondo scoprisse il nostro segreto. Ci siamo sbagliati. Loro ormai si credono invincibili e sono usciti allo scoperto: hanno attaccato la città di New York e non si fermeranno finché non avranno annientato il genere umano. Vorrei restare con John per aiutarlo a difendere tutte quelle persone innocenti, ma ho un'altra missione da compiere. Devo andare in Messico alla ricerca del Santuario, il luogo in cui gli Anziani hanno nascosto un potere antichissimo, un potere così straordinario e pericoloso che potrebbe salvare la Terra... oppure distruggerla. Tuttavia devo correre il rischio. Perché loro hanno ucciso il Numero Uno in Malesia. Il Numero Due in Inghilterra. Il Numero Tre in Kenya. Il Numero Otto in Florida. Io sono il Numero Sei, anche se da oggi i numeri non contano più. Oggi è l'inizio della fine.






Mi ritrovo, finalmente, a leggere il penultimo libro di questa serie. In realtà ce n'è una seconda, ma per ora vediamo di finire questa.
Continua la battaglia dei Garde contro i Mogadorian. Sei, Sette (Marina) e il Mogadorian Adamus sono ancora in Messico, presso il Santuario. John, Sam, Nove e Cinque sono invece a combattere contro i Mogadorian, che stanno prendendo d'assalto varie città terresti. Il Governo americano pare in una zona grigia, il presidente non ha ancora deciso con chi allearsi.
Nuovi personaggi si fanno avanti, mentre altri si perdono per strada.
Cosa dire? Mi sento presa per i fondelli. No, davvero. Ho aspettato tanto per leggere questo libro: l'ho acquistato a novembre del 2016, figuriamoci. Ma sono già tre libri che in questa serie succede poco o nulla. L'autore dietro "Pittacus Lore" ha deciso di fare i soldi così: aggiungendo libro dopo libro, allungando il brodo fino a famri esaurire la pazienza.
Qualcosina succede, verso la fine. Esatto. Verso la fine. Sono tre libri che cercano e quasi riescono a fermare il nemico, e poi nulla: va bene che accada una volta, magari anche due se proprio vogliamo forzare la cosa, ma andare avanti ad oltranza così è snervante. È una cosa davvero irritante, considerando che la serie non era partita malaccio. Ma, purtroppo, la maggior parte delle volte che comincio a leggere una serie, devo anche terminarla.
Una cosa abbastanza positiva di questa serie sono alcuni personaggi. Tralasciando la numero Sette, che è irritante e inadatta ad una guerra di questo genere, Sei e Nove sono i miei preferiti, Sam rimane l'amico inutile, e Adam è nel mezzo.
Sei e Nove sono i Garde più forti, e mentre Sei è più avezza alla strategia e al comando, Nove è più una testa calda e si affida alla forza. Entrambi sono possibilmente quelli che avrebbero le capacità di uccidere Setrakus.
Adam, invece, dimostra in questo libro di essere un personaggio ambiguo, proprio come mi aspettavo e speravo. In fondo, è della razza dei nemici, ed è cresciuto tra loro.
John a volte ha priorità totalmente errate rispetto a quelle che dovrebbe perseguire, ma vedo una crescita rispetto ai libri precedenti.
Il personaggio che, però, viene esplorato di più in questo libro è, appunto Ella/Dieci. Prigioniera di Setrakus, cerca comunque di aiutare i suoi amici. Le sue Eredità crescono, diventano più potenti, e in questo libro vediamo come. Diventa un personaggio fondamentale, a discapito di altri.
I nuovi personaggi non sono davvero esplorati a dovere, e magari li rivedremo nel prossimo (e ultimo, finalmente) volume.
Per quanto riguarda lo stile di scrittura, non è cambiato: semplice, facile da leggere, piuttosto veloce. Rimane sempre la rottura di scatole di non capire di chi è il P.O.V quando si comincia un capitolo, essendo in prima persona e non avendo indicazioni se non continuando a leggere.
Nel complesso, un po' una delusione.


(2 e mezzo)

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