martedì 24 aprile 2018

Recensione #175 - The song of Achilles


Salve a tutti. Oggi vi parlo di un libro piuttosto deludente.

Prima, però, un'nformazione di servizio: dal 30 aprile al 6 maggio (compreso) il blog rimarrà praticamente inattivo per motivi personali.


Titolo: The song of Achilles

Autore: Madeline Miller

Data di pubblicazione: 2011


Editore: Bloomsbury

N° di pagine: 352

Prezzo: €8,76

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: 
Greece in the age of heroes. Patroclus, an awkward young prince, has been exiled to the court of King Peleus and his perfect son Achilles. Despite their differences, Achilles befriends the shamed prince, and as they grow into young men skilled in the arts of war and medicine, their bond blossoms into something deeper - despite the displeasure of Achilles's mother Thetis, a cruel sea goddess. But when word comes that Helen of Sparta has been kidnapped, Achilles must go to war in distant Troy and fulfill his destiny. Torn between love and fear for his friend, Patroclus goes with him, little knowing that the years that follow will test everything they hold dear.




 


In the huge hall, his
 beauty shone like a flame, vital and bright, drawing my eye
against my will.

Attratta dal fatto che questo libro avrebbe dovuto raccontare la storia di Achille e Patroclo, e convinta dalle ottime recensioni, avevo messo questo romanzo in wishlist. Mi è stato regalato più di un anno fa, ma non era mai il momento giusto per leggerlo. Si vede che, inconsciamente, sapevo che sarebbe stato una delusione pazzesca.
Ho voluto continuare a leggere fino alla fine nella speranza che il libro migliorasse, che ci fosse un'illuminazione, un qualcosa che lo potesse salvare. E invece niente.
Patroclo viene esiliato per aver ucciso un altro ragazzo e finisce alla corte di Peleo, padre di Achille. Anche se a prima vista Achille e Patroclo non vanno d'accordo, col tempo nasce un'amicizia profonda che si tramuta in amore e, quando la Guerra di Troia scoppia, i due devono partire assieme agli altri e fare il proprio dovere. La prima parte è dedicata alla loro infanzia e crescita. Le ultime cento pagine riguardano la Guerra e seguono (più o meno male) il corso dell'Iliade.
Insomma, Madeline Miller ci racconta sì di Patroclo e Achille, ma lo fa da schifo.
Per prima cosa vorrei parlare dei personaggi, e del fatto che Patroclo viene declassato da guerriero nella guerra di Troia, che combatte contro Sarpedonte e affronta Ettore, a figura praticamente inetta ed effeminata che si trova a confrontarsi con Achille, macho perfetto e "dominante" della coppia. Ignorata la (tipica del tempo) bisessualità di entrambi, ignorata la relazione di Achille con Briseide (che diventa molto amica di Patroclo, blah blah), i personaggi dell'Iliade finiscono in un romanzetto m/m scritto male. Senza voler offendere i romanzi m/m, di cui anzi ce ne sono alcuni davvero belli. Ma questo non è in quella categoria.

His dusty feet scruffed against the flagstones as he ate. They 
were not cracked and calloused as mine were, but pink and sweetly
brown beneath the dirt.

Ah, e ad ogni momento Patroclo descrive i piedi di Achille. La Miller l'ha fatto feticista? Mah. Insomma, posso capire il riferimento alla sua velocità, ma ogni volta che li descrive sembra un'ossessione...
Non parliamo poi di Teti, che viene demonizzata in modo assurdo e ingiustificato, in quanto nell'Iliade e nella mitologia la dea non è stronza (sì, stronza) come quella descritta in questo libro. Stranamente la Miller non ha rovinato Chirone, ma Odisseo sì. Insomma... coi personaggi non ci siamo proprio.
Parliamo della trama? Sarebbe stata anche interessante, a dire il vero, se non avesse rovinato sopratutto l'ultima parte (quella riguardante l'Iliade), se i personaggi non facessero così schifo, se fosse stato scritto in modo diverso. Il partire dalla loro infanzia e dalla nascita del loro rapporto, background che i Greci possedevano in modo orale o in altri poemi, è una cosa carina... se fatta bene. Ma la Miller è riuscita a rovinarla. Sigh.
Lo stile? Descrive, descrive, descrive, non mostra nulla. È Patroclo che ci racconta il loro passato, quando è ormai morto. Ma è uno stile troppo... alto... che mi sa di Madeline Miller, e non di Patroclo... Mi porta fuori dalla storia più di tutto il resto messo assieme.

I could recognize him by touch alone, by smell; I would know him blind, 
by the way his breaths came and his feet struck the earth. 
I would know him in death, at the end of the world.

Nel complesso è stata una lettura deludente, per cui avevo aspettative davvero molto alte che sono state rovinate su tutta la linea.


1/5 ... e anche meno se potessi

6 commenti:

  1. Ciao, premetto che io in lingua non leggo (è già un miracolo che guardi le serie tv in lingua sottotitolate); però da come ne parli, mi sa che è meglio leggere direttamente l'Illiade e l'Odissea e lasciar perdere questo romanzo; meglio, perché ne ho già tanti altri da leggere <3

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    1. È stato pubblicato anche in Italia come "La canzone di Achille", ma evitalo xD

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  2. Peccato.

    Mi interessava, sia per l'argomento classico/mitologico, sia perché consigliato dalla Tartt, un'autrice che amo.

    Probabilmente, come scrivi, la Miller ha voluto a tutti i costi piegare il mito a una concezione moderna dell'amore fra uomini... anziché permetterci di entrare nel cuore greco, originale di questo amore - Patroclo feticista ;D

    Un po' di curiosità rimane... diciamo che se lo trovassi in biblioteca o a prezzo stracciatissimo, forse :)

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    1. Purtroppo io studio per diventare storica (antichista) e la sua concezione mi ha fatto storcere il naso xD

      Ah, non vieto a nessuno di leggerlo eh! Ci mancherebbe, ma a me non è proprio piaciuto

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  3. Aspetta che preparo gli stendardi e ti faccio una standing ovation!
    Dai, a me il libro ha proprio deluso su tutta la linea e giuro che non ne potevo più di tutte quelle storpiature infinite.

    Spero che non sia nulla di grave il motivo per cui metterai il blog in pausa.
    Baci!

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    1. infatti x.x


      No, no, ho solo bisogno di una pausa xD

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