domenica 6 agosto 2017

Recensione #124 - Traitor's Moon


Finalmente sono riuscita leggere il terzo libro in questa serie! Era da tanto che volevo farlo, e il quarto mi aspetta a casa per quando tornerò dalle vacanze. Nel frattempo mi sono portata altri libri dietro.





Titolo: Nightrunner #3. Traitor's Moon

Autore: Lynn Flewelling

Data di pubblicazione: 1999

Editore: Bantam Spectra

N° di pagine: 540

Prezzo: €6,79

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: Master spies Seregil and Alec are no strangers to peril. Their assignments, nightrunning for wizards and nobles, have led them into many deadly situations. But sometimes the greatest danger can lurk beneath a Traitor's moon.
Wounded heroes of a cataclysmic battle, Seregil and Alec have spent the past two years in self-imposed exile, far from their adopted homeland, Skala, and the bitter memories there.
But as the war rages on, their time of peace is shattered by a desperate summons from Queen Idrilain, asking them to aid her daughter on a mission to Aurёnen, the very land from which Seregil was exiled in his youth. Here, in this fabled realm of magic and honor, he must at last confront the demons of his dark past, even as Alec discovers an unimagined heritage. And caught between Skala's desperate need and the ancient intrigues of the Aurёnfaie, they soon find themselves snared in a growing web of treachery and betrayal.





“It is better to lack the semblance of honor but possess it than 
to possess the semblance and lack the honor.”



È un vero peccato che la Nord abbia interrotto la pubblicazione di questi volumi, perché è davvero una bella saga. 
Sono passati due anni dagli avvenimenti di Stalking Darkness. Seregil e Alec sono andati in esilio volontario dopo lo scoppio della guerra tra Skala e Plenimar, ma la loro pace non dura a lungo. La regina di Skala, Idrilain, li manda a chiamare perché aiutino sua figlia Klia a convincere gli abitanti di Aurёnen, presumibilmente loro alleati, a mandare degli aiuti per sconfiggere il nemico di sempre. Seregil in particolare è essenziale, in quanto, essendo Aurёnfaie, conosce la loro cultura e i loro modi. La spia non sa se vuole davvero tornare nel paese d'origine, da cui era stato esiliato da giovanissimo, ma è una cosa che deve fare per forza, per la regina e per se stesso.
In Aurёnen, i nostri non trovano quello che si aspettano. Tra intrighi e voltafaccia, gli inviati di Skala finiscono invischiati in qualcosa di molto più complesso. 


Smiles conceal knives


Finalmente riesco a ritrovare i miei adorati Seregil, Alec e Beka! Tra l'immensità di personaggi, loro tre sono quelli su cui si concentra di più questo libro e sono anche i miei preferiti dai libri precedenti.
Seregil ha paura di tornare nella sua terra d'origine dopo l'esilio. Non sa più chi è, non riesce a passare oltre al suo passato per vivere il presente. Molto del suo P.o.V. è incentrato proprio su questo suo non sapere, sul suo voler tornare alla famiglia d'origine e voler dimostrare il proprio atui agli altri membri del suo popolo. Alec sarà fondamentale perché capisca davvero a chi è leale e ciò che deve essere fatto.
Mi è dispiaciuto davvero tanto vedere come gli altri Aurёnfaie si comportavano nei suoi confronti, e vedere come lui ne soffrisse e allo stesso tempo accettasse il tutto in modo così rassegnato.
Alec è Aurёnfaie solo per metà, ma anche per lui le scoperte che farà in Aurёnen saranno immense e lo cambieranno nel profondo. Il suo passato è oscuro persino a lui. L'unica cosa certa che ha è il suo legame con Seregil. Vediamo molto poco del loro amore, e questo forse anche per via del periodo in cui il libro è stato pubblicato, ma i piccoli momenti tra loro e ciò che pensano l'uno dell'altro ci fa capire che il loro rapporto talìmenios è forte. Avrei forse preferito che ci fossero più momenti di intimità tra loro due, in generale. La maggior parte del tempo erano circondati da altri personaggi e i loro modi erano controllati.
Beka, invece, è solo Tìrfaie, ma la vediamo in azione come Comandante delle truppe. È una soldatessa, ha le ferite e l'esperienza per provarlo. Ha un carattere forte che me l'ha fatta apprezzare fin dall'inizio, è intelligente e forte, ma anche lei ha delle debolezze... Che prendono il nome di Nyal.
Oltre a questi tre personaggi ce ne sono altri che mi hanno colpita. Prima di tutto Klia, che si dimostra abile nel compito affidatole. In precedenza l'avevamo vista come guerriera, e ora sono le sue abilità di intermediaria ad essere messe in mostra. Ma anche Adzriel, la sorella maggiore di Seregil, a capo del clan di Bôkthersa. Anche lei è abile con le parole, e possiamo vedere il suo affetto per Seregil, esilio o meno.
Nyal invece è un personaggio ambiguo fino alla fine, sospettavo di lui ogni volta che compariva... E non lo volevo vicino a Beka.
Phoria e suo fratello gemello Korathan creano più problemi che altro. Vedo problemi all'orizzonte anche per i prossimi libri. Phoria è molto diversa da sua madre e dalla sorellastra Klia. Non ha le capacità per essere regina.
Per quanto riguarda invece le due culture a confronto, degli abitanti di Skala abbiamo visto già molto nei primi due volumi della serie. Gli Aurёnfaie, invece, erano praticamente un mistero. Entrando nel loro territorio possiamo avvicinaris alla loro lingua, alla loro cultura e al modo in cui si rapportano tra loro e con le altre culture. È una delle cose che ho trovato più interessanti, assieme agli intrighi tipici di questi libri!
Ho trovato questo libro bello quanto gli altri, se non di più grazie all'evoluzione nei rapporti tra i personaggi, e come sempre vi consiglio di leggere questa saga!



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