venerdì 4 agosto 2017

Recensione #123 - La Nave del Tempo

Eccomi con una nuova recensione, miei cari lettori!

Questo libro è stato letto per la:




Con questo libro completo metà dell'obiettivo :)


Titolo: Ulysses Moore #13. La Nave del Tempo

Autore: Pierdomenico Baccalario

Data di pubblicazione: 2016

Editore: Piemme

N° di pagine: 311

Prezzo: €9,90

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: Murray, Mina, Connor e Shane si imbattono in una strana imbarcazione, arenata sulla costa della loro città. Sembra una nave vichinga, ha le vele strappate e un nome sulla fiancata, in lettere greche: Metis. A bordo trovano uno strano cubo coperto di numeri e un taccuino con scritto sulla copertina: "Ulysses Moore. Appunti per il tredicesimo libro". I quattro amici decidono di salpare, e la nave li porterà dove non avrebbero mai immaginato di arrivare... 







Non so chi abbia rubato la mia nave,
e in quale tempi
o in quale porto immaginario si nasconda.
L’unica cosa che so è che prima o poi la troverò.
O lei troverà me.


L’avventura di Jason, Julia e Rick pareva finita con il dodicesimo volume, ma I Paesi Immaginari non finiscono mai di stupire. In questo libro i protagonisti non sono I membri del trio che abbiamo imparato ad amare, bensì un altro gruppo di giovani avventurieri.
La Metis è ricomparsa molto lontano da Kilmore Cove. Ha subito parecchi danni ed ha bisogno di cure. A trovarla in questo stato sono Murray e Mina, che dopo averla esplorata trovano un diario ed uno strano cubo. I due ragazzini decidono di parlarne ai loro amici. Due se ne lavano le mani, mentre Connor e Shane collaborano con loro per rimettere in sesto la Metis e viaggiare con essa, assieme anche ad un quinto membro: il professor Galippi. Ma quello che troveranno non sarà affatto ciò che si aspettano.
Nuovi personaggi, nuove avventure. Credo fosse davvero ora, perché, per quanto ami Julia, Rick e Jason, come anche Anita e Tommaso, la loro storia doveva avere una fine, e il testimone doveva essere passato a qualcun altro.
Murray è un ragazzo con molta fantasia. Scrive racconti che parlano di cose fantastiche e allo stesso tempo della sua vita. Di quel padre in prigione e dei suoi ricordi con lui, ma anche della sua vita con la mamma e con i suoi amici. È avventuroso e intelligente, e per certi versi mi ricorda un pochino Jason. Senza di lui non penso che l’avventura sarebbe avvenuta. Penso che lui sia il mio preferito in questo nuovo gruppo, per ora. È lui che trovo più affine a me, anche se ogni membro dell’”equipaggio” è essenziale.
Mina è una ragazzina ingegnosa e pragmatica, con una vena ribelle e voglia di avventura. A causa del lavoro di suo padre si sposta in continuazione, e posso capire perché ciò non la rende felice. Tutti abbiamo bisogno di un posto da chiamare Casa.
Connor è il più grande del gruppo, cresciuto senza genitori in una casa famiglia fino a quando non è diventato troppo grande. Tutti i suoi possedimenti sono su una barca di cui ha fatto la sua casa, e con i più giovani si comporta come un fratello maggiore. A lui la Metis lascia il timone, lui che è considerato dal resto del gruppo il più coraggioso.
Shane ha uno strano rapporto con il padre, che non gli parla neanche. Lavora al porto e fa quel che può, con tanta buona volontà. Vorrebbe che suo padre lo notasse e gli parlasse. Non si reputa coraggioso, anzi, ma forse le cose cambieranno in questa strana avventura.
Galippi è il più strano di tutti: conoscitore delle lingue antiche, un po’ matto, vive in un palazzo che sta per essere distrutto e riutilizza qualsiasi cosa. È una guida per i ragazzi, e forse troverà il suo posto in un luogo che a regola non esiste.
Ma la Metis non è comparsa ai ragazzi per nulla. Kilmore Cove è in pericolo. È così che scopriamo cosa è successo ai nostri eroi precedenti e ciò che sta accadendo tra i Porti Immaginari. Non vediamo altri luoghi immaginari, quindi: questo libro è più incentrato sui nostri giovani avventurieri e sugli avvenimenti più recenti, sulle battaglie e quelle strane navi con un equipaggio composto da marinai fantasma. In effetti, molto tempo è dato alla crescita interiore dei membri del nuovo gruppo, che attraverso questo viaggio immaginario scoprono anche qualcosa di loro stessi.
Ritroviamo alcuni dei vecchi personaggi, ma non vengono più esplorati come invece sono i nuovi avventurieri.
Nel complesso il libro mi è piaciuto: nuovi misteri ci chiedono di essere scoperti e una nuova avventura ha inizio.




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