venerdì 28 luglio 2017

Recensione #121 - Malice

Ciao a tutti! Oggi vi propongo la recensione di un libro che sono riuscita a incastrare in ben 3 challenge:


OBIETTIVO 8 - Leggi un libro di almeno 400 pagine (farà fede la dicitura del cartaceo su Amazon). Il completamento di questo obiettivo ti darà 1 punto



2. LEGGERE IL PRIMO LIBRO DI UNA SERIE IN CORSO DI PUBBLICAZIONE O COMPLETA



Fantasy/Fantascienza
Malice. La guerra degli dei - John Gwynne +150
Glitch - Mirya +100
Revival - Stephen King +75
The Midnight Sea - Kat Ross +50
Hunger Games - Suzanne Collins +25



Grazie al cielo sono riuscita a incastrarlo, e spero di riuscire a farlo anche con altri libri, altrimenti mi toccherà abbandinare qualcosa!



Titolo: La fede e l'inganno #1. Malice. La Guerra degli dei

Autore: John Gwynne

Data di pubblicazione: 2016

Editore: Fanucci

N° di pagine: 775

Prezzo: €12,90

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: Le terre d'Esilio hanno un passato violento, in cui eserciti di uomini e di giganti si scontravano in battaglia, scurendo la terra con il sangue nero dei loro cuori. Anche se i clan dei giganti sono stati spazzati via in ere ormai remote, le loro fortezze in rovina continuano a segnare come cicatrici la terra degli uomini. E ora i giganti riprendono a mostrarsi, le pietre piangono sangue e cominciano a spargersi voci di avvistamenti di wyrm giganti. Coloro che sono ancora in grado di leggere i segni vi vedono l'annuncio di una minaccia ben più grande delle antiche guerre. L'alto re Aquilus convoca un concilio con i re degli altri stati, cercando di formare un'alleanza per affrontare i tempi oscuri che si profilano all'orizzonte. Alcuni di loro si mostrano scettici: combattono già le loro schermaglie di frontiera contro pirati e giganti. Ma la profezia indica che l'oscurità e la luce esigono due campioni, il Sole Nero e la Stella Lucente. E farebbero bene a cercare entrambi, perché se il Sole Nero dovesse guadagnare potere, le speranze e i sogni dell'intera umanità cadrebbero in rovina. Il primo volume della saga "La fede e l'inganno".





Era da un po' di tempo che non leggevo un fantasy "classico", se così possiamo chiamarlo. Un po' mi mancava, però questo libro non mi ha interamente soddisfatta.
Da quando Elyon ha scatenato il Flagello per interrompere le guerre tra uomini e Giganti, per poi scomparire, gli abitanti di delle Terre dell'Esilio aspettano i segni dell'imminente scontro tra il Sole Nero, campione di Asroth, e la Stella Lucente, campione di Elyon. Segni che compaiono e che spingono i re a cercare alleanze e ad entrare in guerra. Wow, ci ritroveremo con due bei ragazzi bianchi a farsi la guerra in un territorio di ispirazione Europea, con miti di tradizione europea. Originale, sì?
La mitologia si ispira abbastanza a quella cristiana: un dio buono, tradito da un angelo caduto; angeli guerrieri con tanto di ali che aspettano la Stella Lucente; angeli malvagi al servizio dell'angelo caduto; un campione per l'angelo malvagio (stile Anticristo) e un campione per il dio benevolo. I due campioni si riveleranno col tempo, anche se da questo primo libro si capisce benissimo chi è chi, non potrebbe essere più ovvio. È una cosa che un po' mi irrita, perché avrei preferito non saperlo per certo, ma fa lo stesso.
Nel complesso il mondo è abbastanza articolato: vediamo diversi territori e diverse culture, con particolare attenzione verso gli abitanti di Ardan e Tenebral, ma si parla anche dei vari clan di Giganti.
Come in ogni fantasy classico ci sono creature fantastiche come i wolven, i wyrm e i draig, che non sono nulla di davvero originale.
Per quanto riguarda i personaggi, devo dire che molti mi sono piaciuti e hanno "salvato" questo libro dall'essere messo in DNF.
Corban è un giovane di Ardan: aspetta di diventare un guerriero, di poter finalmente addestrarsi al Campo del Sorbo e di superare la sua Lunga Notte. Non è un nobile, solo il figlio di un fabbro. Nel corso del libro possiamo constatate il suo buon cuore e la sua buona volontà. Ha onore e cerca di intervenire nelle occasioni in cui vede perpretare delle ingiustizie. Nel corso del libro lo vediamo evolvere, controllare la paura e il resto delle sue emozioni, cosa che lo fa diventare un guerriero migliore. Diventa più forte in questo senso anche a causa di alcuni ragazzi che lo prendono di mira, per cui lui deve imparare a difendersi. Nel complesso ho parteggiato con lui nella maggior parte dei casi, se non sempre, in particolare con ciò accaduto con Tempesta.
Nathair invece è il principe di Tenebral. Mai personaggio fu più odioso (Okay, non è vero ma quasi). È arrogante e presuntuoso, tanto da credresi la Stella Lucente e giustificare le sue azioni con questa scusa. Mi vedete alzare gli occhi al cielo? 
Molto, ma molto più interessante e complesso di Nathair è Veradis, la prima-spada del suddetto. È un giovane leale fino alla fine, anche quando non dovrebbe, si fida troppo di Nathair. Nel libro lo vediamo crescere e prendersi sempre più responsabilità, diventando l'ombra del suo principe e allontanandosi da suo padre e da suo fratello.
Kastell e Maquin si ritrovano in una faida tra Kastell e suo cugino, che li porta ad allontanarsi dalla loro casa e a trovare il loro posto altrove. Nel complesso Kastell è un giovane che deve ancora crescere e comprendere molte cose, e la guida di Maquin, un uomo molto più anziano di lui, non può che giovargli.
Ci sono molti altri personaggi: Cywen, la sorella di Corban, che è piuttosto tosta ed è uno dei personaggi che ho preferito; Tempesta, la wolven adottata da Corban; Evnis, che ho preso in antipatia fin da subito... E molti altri.
Proprio come con Martin, ho trovato i troppi P.O.V. irritanti. Ci sono sempre quei personaggi di cui non ti interessa nulla, ma per non leggerli devi saltare davvero troppe pagine e perderti un sacco della storia. È una rottura di scatole.
Lo stile nel complesso l'ho trovato un po' pesante, devo ammetterlo. Non penso di essere più abituata a questo tipo di letture e il mondo in cui questo libro era scritto mi faceva annoiare un po', e anche sbadigliare.
Nel complesso in questo libro non c'è nulla di davvero diverso che lo distingua dagli altri libri di questo genere, che è una pecca abbastanza grossa. Per quanto riguarda l'attaccamento ai personaggi, i diversi POV non permettavano questa cosa completamente ma non c'è male. Non c'è stata davvero un'immersione completa nella storia per me, anzi. Mi distraevo facilmente.
Nel complesso non è un brutto libro, ma neanche una cosa magnifica.



2 commenti:

  1. anche io con questo genere ci vado piano, mi piace ma a piccole dosi. Questo libro mi aspetta da molto spero di leggerlo a breve

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche a me, a piccole dosi, oppure ci deve essere qualcosa di innovativo :)

      Elimina

lasciate un commento, sono sempre apprezzati!