giovedì 20 luglio 2017

Recensione #118 - Niente è come te



Buongiorno a tutti! Oggi condivido con voi la recensione di un libro letto per una challenge:

OBIETTIVO 9 - Leggi un libro che abbia vinto il Premio Bancarella (vinto, primo posto, non finalista ma vincitore)




Titolo: Niente è come te

Autore: Sara Rattaro

Data di pubblicazione: 2014

Editore: Garzanti

N° di pagine: 215

Prezzo: €14,90

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: Due scatole colme di libri, pupazzi e tante fotografie. Tutto il mondo di Margherita è racchiuso in quelle poche cose. In spalla il suo adorato violino e tra le mani un biglietto aereo per una terra lontana: l'Italia. La terra dove è nata e che non rivede da quando è piccola. Ma ora è lì che deve tornare. Perché a quasi quindici anni Margherita ha scoperto che a volte è la vita a decidere per noi. Perché c'è qualcuno che non aspetta altro che poterle stare accanto: Francesco, suo padre. Il suono assordante dell'assenza di Margherita ha riempito i suoi giorni per dieci anni. Da quando sua moglie è scappata in Danimarca con la loro figlia senza permettergli di vederla mai più. Francesco credeva fosse solo un viaggio. Non avrebbe mai pensato di vivere l'incubo peggiore della sua vita. Eppure, ora che Margherita è di nuovo con lui, è difficile ricucire quello che tanto tempo prima si è spezzato. Francesco ha davanti a sé un'adolescente che si sente sbagliata. Perché a scuola è isolata dai suoi compagni e a casa passa le giornate chiusa nella sua stanza. Ma Francesco giorno dopo giorno cerca la strada per il suo cuore. Una strada fatta di piccoli ricordi comuni che riaffiorano. Perché le cose più preziose, come l'abbraccio di un padre, si possiedono senza doverle cercare. E quando Margherita ha bisogno di lui come non mai, Francesco le sussurra all'orecchio poche semplici parole per farle capire quanto sia speciale: "Niente, ma proprio niente, è come te, Margherita".





Quando ami davvero qualcuno, sei in grado di scalare una montagna,
superare un oceano, digiunare per giorni o gettarti nel fuoco,
pur di averlo vicino.


Quando incontri un buon libro, che ti tocca e sai che non ti lascerà andare, te ne accorgi. Perché quando arrivi all'ultima pagina, all'ultima riga, ti vengono le lacrime agli occhi. Almeno per me, è quello che mi è successo con questo libro.
Quella di Francesco e di Margherita è una storia che è simile per molte, moltissime altre persone. Francesco e Angelika si sono conosciuti, si sono amati, e il loro amora ha dato frutto a Margherita. Solo che dopo qualche anno, Angelika prende la bambina e se ne scappa in Danimarca, suo paese d'origine, per non fare più ritorno. Ed è qui che comincia l'incubo di Francesco, così familiare ad altre persone, composto di battaglie legali, dal non poter vedere più la figlia perché Angelika glielo impedisce, perché le sentenze tardano ad arrivare e lo stato della Danimarca non collabora. 
Per me è inconcepibile una cosa del genere, eppure accade. Personalmente penso che un'avvenimento di questo tipo sarebbe l'incubo di ogni genitore decente, che si vede strappato un figlio senza motivo.
La riunione tra Francesco e Margherita c'è solo perché la madre dell'ormai ragazza muore, e comincia il loro percorso per sanare un rapporto tranciato troppo presto, che è una ferita aperta e infetta dalle bugie di Angelika sul fatto che a Francesco non importasse affatto della figlia, cosa che leggendo sappiamo essere totalmente falsa.
Prendiamo in considerazione i personaggi, che io personalmente ho trovato estramamente realistici e a cui mi sono affezionata.
Francesco ha un solo obiettivo: riavere indietro la figlia. Ogni sua mossa, ogni suo pensiero, riguarda Margherita. Ripensa ai suoi errori, si incolpa dell'accaduto. La sua rabbia e il suo dolore sono palpabili, perché è un uomo totalmente impotente contro una giustizia che lo ostacola; ogni momento passato senza Margherita è un supplizio, il non poterla vedere, non poterla avere accanto mentre cresce lontano e si dimentica di lui... Mi è dispiaciuto molto per lui, e per tutti i genitori che si sono visti strappare i figli in questo modo. Sara Rattaro atterna ai capitoli piccoli paragrafi in cui parla di genitori reali in questa situazione, o anche peggio, è questo ha resto il tutto molto più reale e tragico nella mia mente.
L'ancora di salvezza di Francesco è composta da Andrea e Enrica. Il primo è il suo amico di sempre, che lo ha aiutato a restare sano di mente fin dall'inizio, mentre Enrica è il suo nuovo amore, che sta accanto a lui ogni giono e lo vede disperarsi anche a discapito della sua vita, e che quando arriva Margherita fa di tutto per farla sentire a suo agio.
Margherita è ora quindicenne, e per lei suo padre è un estraneo. L'Italia è paese ostile. La vediamo soffrire ed estraniarsi dalle persone che le vogliono davvero bene. La vediamo farsi del male e pian piano cominciare a capire. Margherita mi ha fatto pietà. Lei è solo la vittima in una guerra che non doveva neanche cominciare ed è lei che ci ha rimesso più di tutti. La sua unica ancora di salvezza è la musica, in cui si rinchiude, ma Ingrid, la sua babysitter danese, e Mattia, l'unico amico in Italia, la fanno cambiare poco a poco.
È una storia straziante, raccontata in uno stile semplice e in prima persona da Francesco e Margherita alternativamente. Sara rattaro ci da la possibilità di capire entrambi i punti di vista, cosa fondamentale in una storia del genere. Ho amato questo libro, sono stata partecipe del dolore dei personaggi e la storia mi ha coinvolta, lasciandomi anche un messaggio di speranza, quindi non posso fare altro che consigliarvelo.


2 commenti:

  1. Adoro questa autrice, i suoi libri li divoro. Questo l'ho letto da poco anche io e mi ha toccato il cuore

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    1. Questo è il primo che ho letto. Mi ha incuriosita quindi penso che prima o poi prenderò qualcos'altro di suo ^_^

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