venerdì 14 luglio 2017

Recensione #116 - La Croce della Vita

Buongiorno, lettori! Oggi condivido con voi la recensione di un libro che ho vinto tempo fa in un giveaway e che ho sfruttato per due challenge:


OBIETTIVO 4 - Leggi un libro nel cui titolo vi sia una parola con una consonante doppia vicina (es: Carry on, Tutti i nostri oggi sbagliati, Era di maggio, ecc.). Il completamento di questo obiettivo ti darà 1 punto



5. LEGGERE UN LIBRO LA CUI COVER TI ATTIRA


Per questo libro avevo aspettative abbastanza alte... Che sono state un po' deluse.



Titolo: La croce della vita

Autore: Valentina Marcone

Data di pubblicazione: 2016

Editore: Nativi Digitali Edizioni

N° di pagine: 178

Prezzo: €10

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: La tradizionale famiglia felice con mamma, papà e due figli? Storia vecchia. Molti bambini crescono benissimo con due papà o una mamma single. Io ho avuto un'infanzia splendida e sono crescita con tre uomini, Michele, Gabriel e Raffaele, i Fratelli Sincore, che di angelico hanno solo i nomi. Non mi hanno scelta, né adottata, sono stati praticamente costretti a tenermi con loro e contro ogni aspettativa, invece che mangiarmi, mi hanno amata come una figlia. Esagero? No, sono tre vampiri. Certo, essere la profetica bambina che sigilla la pace tra due razze ha sicuramente aiutato, ma tenermi al sicuro non implicava loro di crescermi e amarmi come invece hanno fatto. Ah dimenticavo, sono una Furia.





"Tu e i tuoi fratelli sarete la sua forza nel fisico e nel cuore, ma solo uno
di voi sarà il suo predestinato, colui che non ha più speranza..."


Nonstante la premessa nella trama, il volume si divide in due parti. La prima è raccontata da Michele, un vampiro che vive con i ude sue fratelli, Gabriel e Raffaele. 
Michele riceve la visita delle tre Furie, dee della mitologia greca. Le tre donne gli hanno portato una bambina, una Furia come loro, che i tre vampiri dovranno crescere come se fosse loro. Uno dei tre, che scopriamo subito essere Gabriel, è predestinato ad essere il suo consorte. Deva, la Furia bambina, segnerà un'alleanza tra la razza dei vampiri e quella delle Furie, a discapito della razza dei licantropi.
Nella prima parte seguiamo quindi la crescita di Deva, i suoi allenamenti, le sue lezioni... E i cambiamenti che porta nei cuori ormai duri dei tre vampiri. Insomma, il "fantasy" mi è parso solo nel fatto che i protagonisti fossero creature sovrannaturali. Tutto il resto è praticamente il romanzo di formazione di Deva, la sua crescita, il suo innamoramento predestinato con Gabriel. La vediamo crescere da neonata a diciassettenne, e non è neanche tanto simpatica... Ci sono stati dei punti in cui mi ritrovavo ad alzare gli occhi al cielo, altri a sbuffare, altri in cui volevo mettere il libro in DNF e farla finita. Ci sono dei punti interessanti, certo: vediamo cosa implica per Deva essere una Furia, che tipo di poteri ha, ma anche cosa implica per lei il dover essere rinchiusa in casa con solo i tre vampiri e qualche domestico. 
Gli altri personaggi li ho trovati un po' più interessanti: Michele, Gabriel e Raffaele, pur essendo fratelli, sono molto diversi tra loro, e reagiscono in modo diverso alla bambina. Gabriel è fin da subito quello più scostante di tutti, ma a poco a poco lo vediamo arrendersi mentre la allena a quello che verrà. Raffaele prende subito il ruolo di "difensore" della bambina e suo compagno di giochi. Michele, invece, diventa il suo insegnante e serba per molti anni il segreto di chi sarà il consorte di Deva. È esplorato anche il loro passato di nobili, di guerrieri, e di cosa li ha portati ad essere ciò che sono. Viene anche detto cosa ha originato licantropi e vampiri e viene accennato il motivo dell'antipatia delle Furie nei confronti dei primi.
Nel complesso l'universo di questo libro è abbastanza interessante. È Deva a non essermi piaciuta: i tre vampiri l'hanno viziata non poco, e si nota nei suoi atteggiamenti.
Gli altri personaggi che vediamo sono in scena ben poco: vampiri della discendenza dei Sincore e qualche domestico, di cui le due più importanti sono Adele e Clara, che crescono la bambina negli ambiti di cui i vampiri non si interessano (per esempio cucinare per farla mangiare). Tra lei due, Adele non mi è stata molto simpatica, con la sua mentalità chiusa, mentre Clara penso che avrà più spazio nei prossimi volumi.
Il problema più grande che ho riscontrato in questo brevissimo libro è stato però lo stile della scrittrice: lento, pesante, non mi ha appassionato per nulla. Per leggere cinque pagine facevo una fatica che non vi dico, continuavo a guardare il cellulare. 
Un punto di forza che però mi ha fatto recuperare un po' di speranza è stato il finale, che non mi aspettavo per nulla. Penso che proverò a leggere il secondo volume per vedere come va, altrimenti lascerò perdere la serie.


Voi cosa ne avete pensato?



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