venerdì 16 giugno 2017

Recensione #107 - Unbroken



Eccomi con una nuova recensione. Questo libro era nella TBR da tanto tempo, e finalmente sono riuscita a leggerlo, grazie alla:

OBIETTIVO 10 - Leggi un libro da cui sia stato tratto un film.
 Il completamento di questo obiettivo ti darà 
1 punto

Cosa dire? Non ho visto il film, ma pianifico di farlo in futuro. Per ora mi sono accontentata di questo libro!


Titolo: Unbroken

Autore: Laura Hillenbrand

Data di pubblicazione: 2010

Editore: 4th Estate

N° di pagine: 473

Prezzo: £14.99

Link per l'acquisto: Amazon (in Inglese) / Amazon (in italiano)

Trama: On a May afternoon in 1943, an Army Air Forces bomber crashed into the Pacific Ocean and disappeared, leaving only a spray of debris and a slick of oil, gasoline, and blood. Then, on the ocean surface, a face appeared. It was that of a young lieutenant, the plane’s bombardier, who was struggling to a life raft and pulling himself aboard. So began one of the most extraordinary odysseys of the Second World War.
The lieutenant’s name was Louis Zamperini. In boyhood, he’d been a cunning and incorrigible delinquent, breaking into houses, brawling, and fleeing his home to ride the rails. As a teenager, he had channeled his defiance into running, discovering a prodigious talent that had carried him to the Berlin Olympics and within sight of the four-minute mile. But when war had come, the athlete had become an airman, embarking on a journey that led to his doomed flight, a tiny raft, and a drift into the unknown.
Ahead of Zamperini lay thousands of miles of open ocean, leaping sharks, a foundering raft, thirst and starvation, enemy aircraft, and, beyond, a trial even greater. Driven to the limits of endurance, Zamperini would answer desperation with ingenuity; suffering with hope, resolve, and humor; brutality with rebellion. His fate, whether triumph or tragedy, would be suspended on the fraying wire of his will.
In her long-awaited new book, Laura Hillenbrand writes with the same rich and vivid narrative voice she displayed in Seabiscuit. Telling an unforgettable story of a man’s journey into extremity, Unbroken is a testament to the resilience of the human mind, body, and spirit.
 





Dignity is as essential to human life as water, food, and oxygen. 
The stubborn retention of it, even in the face of extreme physical hardship, 
can hold a man's soul in his body long past the point at which the body 
should have surrendered it.


In Unbroken seguiamo principalmente la storia di Louis Zamperini, figlio di immigrati italiani. È un bambino turbolento, l'incubo di ogni genitore, finché alle superiori non comincia, grazie al fratello, la sua avventura nella corsa. Se prima la cosa lo annoia, Louis comincia pian piano a prenderci gusto. Fino al giorno in cui decide di arruolarsi nell'esercito, come molti giovani della sua età. Una scelta che gli cambierà totalmente la vita. Prima sul campo di battaglia, poi in mezzo al Pacifico e infine in un campo per POWs (Prigionieri di Guerra), Zamperini sperimenterà tutti gli orrori che la guerra porta con sé.
Otteniamo informazioni anche su altri soldati, e in particolare su Allen Phillips, compagno di sventure di Louis. Grazie ai resoconti dei POWs, Laura Hillenbrand ha anche inserito informazioni sugli aguzzini giapponesi, che non mancavano di torturare in ogni modo i soldati nemici. Le loro efferatezze sono descritte nei minimi dettagli, tanto che ho provato una profonda rabbia nei confronti delle guardie giapponesi, che si credevano così potenti e dimostravano tutto il loro razzismo, per poi perdere la guerra come i miserabili che erano (Il Giappone si considerava, proprio come la Germania Nazista, la razza migliore, sia nei confronti degli altri Asiatici che nei confronti dei Caucasici). Molti soldati hanno perdonato i loro torturatori. Si sono certamente dimostrati persone migliori di me, perché l'unica cosa che avrei voluto io sarebbe stata la vendetta. In effetti penso ancora che i vincitori siano stati troppo leggeri di mano con i criminali di guerra.
Alla fine del libro troviamo delle note numerate, ma tra le pagine del libro questi numeri non compaiono e il risultato è stato che durante la lettura le ho ignorate bellamente, spulciandole solo alla fine.



The paradox of vengefulness is that it makes men dependent upon
 those who have harmed them, believing that their release from pain
 will come only when their tormentors suffer.



Cosa posso dire dei personaggi? Insomma, sono persone reali! Ho ammirato il coraggio e la forza dimostrata da Zamperini e da Phil, come anche dagli altri prigionieri di guerra nei campi dove venivano sfruttati, picchiati, uccisi, in cui morivano di stenti e malattie, e comunque combattevano: chi rubava al nemico, chi sabotava astutamente i macchinari e ciò che dovevano confezionare per i giapponesi. Alcuni addirittura recuperavano come potevano carta e matita per scrivere informazioni riguardanti i militari giapponesi e i criminali di guerra. Sono riusciti a trovare una forza nascosta che li ha portati a continuare a vivere e sperare di essere liberati.
Il libro è scritto abbastanza male, e la storia mi è parsa in molti punti piuttosto romanzata. Ciò non toglie che Louis appare come una persona forte e piena di risorse, almeno in un primo momento. Al ritorno dalla guerra, come molti soldati, soffre di PTSD (Post-traumatic stress disoerder) e si attacca alla bottiglia. È impossibile capire davvero ciò che i veterani passano durante e dopo la guerra, anche se ci ho provato e Zamperini mi ha ispirato molta pietà. Un uomo pieno di vita è stato trasformato completamente, diventando l'ombra di quello che era, fino alla sua "rinascita" religiosa.
Tra i criminali di guerra più violenti e pericolosi, Watanabe è quello più seguito, anche se ce ne sono molti altri che vengono nominati e descritti nella loro crudeltà.
Watanabe ha reso la vita dei POWs, e soprattutto di Louis, un tale inferno che Zamperini, tornato dalla guerra, continuava a sognarselo. È una persona spregevole che alla fine l'ha passata liscia, e spero che in questo momento stia marcendo all'inferno. 
Nel complesso è stata una buona lettura, resa pesante dallo stile dell'autrice e salvata dalla storia di Zamperini e di Phil.



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