domenica 4 giugno 2017

Presentazione "La ballata di Black Tom" + Vincitori della IV Edizione del Premio Hypnos



 


Salve, lettori! Oggi vi parlo di una presentazione a cui ho partecipato sabato. Come sempre, alla Miskatonic University di Reggio Emilia!
Dapprima c'è stata la presentazione di un romanzo breve e poi c'è stata la premiazione dei vincitori del Premio Hypnos, arrivato alla sua IV edizione, il tutto con la presenza di Andrea Vaccaro, editore, e Laura Sestri, traduttrice (già conosciuta grazie alla presentazione per Nove Strati di Buio, che spero di leggere in luglio).











Titolo: La ballata di Black Tom

Autore: Victor LaValle

Editore: Hypnos Editore

Collana: Visioni (Vol. 5)

N° di pagine: 94

Prezzo: €8,90

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Trama: New York, anni Venti. Charles Thomas Tester è un “intrattenitore” nella Harlem del jazz. Lui sa come lanciare un incantesimo anche senza magia e come attirare la gente. Ma quando dovrà consegnare un pericoloso libro a una maga solitaria nel cuore del Queens e s’imbatterà in un ricco occultista di nome Robert Suydam a Flatbush, sulle cui tracce è l’investigatore Thomas Malone, il giovane nero di Harlem aprirà la porta a un regno di profonda e imperscrutabile magia, attirando l’attenzione di creature che sarebbe meglio lasciare dormienti. L’umanità sarà davvero spazzata via? Il globo tornerà di nuovo ad appartenere a… Loro?


La ballata di Black Tom riprende uno dei classici del fantastico, Orrore a Red Hook di H.P. Lovecraft, immergendolo nella realtà degli afroamericani della New York degli anni Venti.
FINALISTA: Bram Stoker Award, Hugo Award, Nebula Award, Shirley Jackson Award.

Come sempre l'atmosfera alla Miskatonic University è piuttosto accogliente (e voglio ringrazie Andrea per l'aria condizionata perché c'era un caldo da morire). Ero combattuta se partecipare a questa presentazione o meno perché nello stesso giorno c'è stato il primo Gay Pride di Reggio e volevo DAVVERO esserci. Alla fine ho scelto la presentazione, per poi fare un salto alla manifestazione e vedere i carri (e tutta la gente che c'era!), e non me ne sono pentita.
Si è cominciato parlando di questo volumetto, che, a discapito delle poche pagine, è stato finalista di vari premi. È stata la novella che ha ispirato la Collana Visioni, pur essendo uscito come quinto volume della stessa. Io ho anche la prima uscita ma non l'ho ancora letta.



La ballata di Black Tom è ispirato a L'orrore a Red Hook, a cui a suo tempo avevo dato 4 stelle e con cui è cominciata (e non è ancora continuata) la mia lettura delle opere di Lovecraft. Vorrei continuare, ma ho troppe letture arretrate e challenge a cui partecipare, e personalmente non ho tutta questa passione che mi spinge, ecco.
Questa è quindi una rivisiazione del racconto lovecraftiano, ma da un altro punto di vista, un uomo di colore ad Harlem, che sicuramente ha una percezione e un'idea diversa di quello che gli accade attorno. Lavalle non è famoso, in Italia non l'ho mai neanche sentito nominare, ma penso sia un autore che potrebbe piacermi, anche per il suo concentrarsi sulle dinamiche sociali, di cui mi interesso particolarmente.
La lettura lovecraftiana di concentra sulla Paura, una paura che viene trasferita a Tom. E la paura dell'alieno, del diverso, è trasferita a ciò che il protagonista non conosce e che è al di fuori di Harlem. Una paura vera, tipica dei ragazzi di quel tempo, che si riesce a percepire ben anche attraverso piccoli accenni e che non ha bisogno di paragrafi e paragrafi (un ottima cosa, vista la lunghezza limitata dell'opera!).
La mitologia lovecraftiana certo di apre a nuove storie, ad altri autori, ma Laura Sestri rende chiaro che non è ciò che ha fatto l'autore, che ha portato solo il P.O.V. ad un altro personaggio e portando nella storia dinamiche sociali piuttosto interessanti che Lovecraft non ha, in modo lineare, non instrusivo che mi attira.
Anche il linguaggio è importante: lo slang usato tipicamente dagli afro-americani è diverso dall'Americano standard, e viene usato solo in una occasione nella storia. Questo certamente rende la storia di più facile comprensione (e toglie certi pregiudizi... *cough*) ed è una cosa che ho apprezzato.
C'è anche qualche citazione lovecraftiana che aggiunge alla storia, un qualcosa in più che lo rende più vicino all'originale.
Ci sono anche riferimenti musicali, in particolare il Blues, che è parte integrante della storia ed è parte della cultura afro-americana del periodo. È un genere che io non ascolto spesso, personalmente ma il poco che ho ascoltato ha un qualcosa di caratteristico, che da una certa atmosfera.


Riguardo al premio Hypnos, la differenza principale tra le precedenti edizioni è stata la quantità dei racconti, che è praticamente raddoppiata, pur non incidendo sulla qualità dei racconti stessi. Ovviamente i generi sono diversi (fantasy, weird etc..), alcuni più "classici" di altri, come anche gli stili. Io personalmente avrei trovato difficoltà a sceglierne alcuni da premiare!
I racconti finalisti sono stati sei, e alcuni degli autori erano presenti, mentre altri sono stati incapacitati per ragioni personali:
IL BOTANICO, di Andrea Atzori (primo classificato)


LA VERITÀ SULLA “CAROLUS REX”, di Francesco Corigliano (secondo classificato)


UNIRIA, di Cristiano Fighera (terzo classificato)

LE CASE DEGLI DEI, di Lorenzo Nicotra

GORA NEL PAESE DEI GUSTI, di Manuela Ortis

IL CUORE DELLA TERRA È SORDOCUPO, di Alain Voudì



Spero che in qualche modo io possa leggerli presto e faccio le congratulazioni ai vincitori!

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