giovedì 27 aprile 2017

Recensione #92 - Lo strano caso del Dr. Jekyll e del Sig. Hyde

Una blogger per Amica


Buongiorno! Come sapete, con Rosaria di Niente di Personale e Valentina di Universi Incantati, abbiamo deciso di leggere i libri presenti nella Rory Gilmore Reading List. Lo facciamo assieme a voi lettori, leggendolo a tappe, e decidete voi quale libro leggeremo!
Questa volta è toccato a...



Titolo: Lo strano caso del Dr. Jekyll e del Sig. Hyde

Titolo originale: The Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde

Autore: Robert Lous Stevenson

Data di pubblicazione: 1987

Editore: Einaudi

N° di pagine: 175

Prezzo: €5 (altra versione)

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Trama: 
Nella Londra fuligginosa di fine Ottocento si aggira un essere dall'aspetto ripugnante che commette crimini terribili per poi scomparire nel nulla. La sua identità è un mistero per tutti, tranne che per l'insospettabile Dr. Jekyll...



-Non è facile da descrivere. C'è qualcosa che non va, nel suo aspetto; qualcosa di spiacevole, qualcosa di senz'altro detestabile.

Chi non conosce la storia raccontata in questo libro? Devono essere molto pochi! Io avevo già letto questo libro al liceo... E non mi era piaciuto. Ora però l'ho letto di mia volontà assieme ad altre due blogger, e la canzone cambia!
Fine Ottocento, Utterson, amico del Dr. Jekyll, capisce che qualcosa non va, e che quel qualcosa porta il nome di Mr. Hyde. Il gentiluomo comincia quindi ad indagare, con scarsi risultati, fino alla confessione dei suoi amici Dr. Lanyon e Dr. Jekyll.
La cosa particolare di questo libro è che fino all'ultimo capito è Utterson a scoprire le cose, e non il Dr. Jekyll a parlarci dei suoi esperimenti in modo diretto. È strano scoprire le cose da un personaggio che non ha a che fare direttamente con quello che sta succedendo nel corpo e nella mente di Jekyll, e mi domando come possa aver reagito chi lo leggeva per la prima volta, anche perché l'inizio non rivela molto, a parte la vista di Hyde.
Dentro questo breve libro troviamo concetti molto profondi, a partire dall'ambivalenza dell'anima tra il Bene e il Male, che hanno due aspetti molto diversi e che mentre nelle nostre anime si mescolano fino a diventare un qualcosa di "Grigio", se divisi si rivelano per quello che siamo veramente.
È il caso di Mr. Hyde, appunto una creatura maligna nascosta dentro un uomo buono come Jekyll. Nessuno riesce davvero ad afferrare il suo vero aspetto, ma tutti capiscono che c'è qualcosa di totalmente sbagliato in lui, qualcosa che porta ad odiarlo a prima vista. Anche la piccola descrizione che abbiamo di lui lo rende completamente diverso dal buon Jekyll. Con un aspetto che mi ha ricordato il legame della Grecia antica bello/buono e brutto/cattivo, Hyde si rivela essere mostruoso, molto più basso della sua controparte, con una smorfia malvagia perennemnte sul viso, e detestabile al solo guardarlo. Hyde compie crimini efferati, pensa solo a fare del male e non ha sensi di colpa, e pian piano riesce a prendere il sopravvento sul povero Jekyll, che invece viene descritto come una persona affabile con molti amici, tranquillo, gentile.
I due sono talmente diversi che si ha anche un tono religioso nel libro: Hyde viene descritto come un demone, un figlio dell'inferno, dallo stesso Jekyll, che a detta di Lanyon ha compiuto una blasfemia con il suo esperimento.
Utterson potremmo facilmente essere noi lettori, forse, ma ciò che continua ad interessarci è il rapporto ambivalente tra Jekyll e Hyde, due facce della stessa medaglia che si ritrovano improvvisamente divise. Entrambi vengono ben definiti psicologicamente, e il libro mi è piaciuto anche per questo motivo.
Insomma, in questo breve testo che si potrebbe facilmente leggere in una giornata, anche perché scovvervole, si nascondono temi molto profondi. I Classici lo sono per una ragione, e per questo vi invito a leggerli, in quanto pur scritti anche secoli fa, continuano a trasmetterci qualcosa.

2 commenti:

  1. Ciao Francy! Io invece credo che Jekyll fosse malvagio nel profondo, per desiderare di liberare la sua parte demoniaca e non dargli neanche un freno!
    PS: ma perché non ero più tra i tuoi follower? Ad ogni modo, ora ti seguo di nuovo ;)

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    Risposte
    1. In tutte le creature buone c'è qualcosa di malvagio. Anche Jekyll lo ammette: Hyde era così basso e deforme poiché Jekyll non aveva sviluppato la sua parte malvagia quanto quella buona. E' intrinseco nella natura umana essere sia buoni che malvagi, dipende solo ciò che decidiamo di fare :)

      O.o Non lo so! Ahahah grazie!

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