venerdì 7 aprile 2017

Recensione #85 - L'ultima fermata di Marty Red

Questo è un libro che a regola avrei dovuto leggere settimane fa, ma l'importante è che l'abbia fatto! E ora vi lascio la recensione!

N.B.: Il libro è stato ricevuto dalla Casa Editrice ma ciò non cambia la mia opinione a riguardo, che rimane sempre e comunque sincera.


Titolo: L'ultima fermata di Marty Red

Autore: Alessio Linder

Data di pubblicazione: 2017

Editore: Dunwich Edizioni

N° di pagine: 400

Prezzo: €3,99 (ebook) / €12,90 (cartaceo)

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: 
Mi chiamo Marty Red.


Forse avete sentito parlare di me, forse no.
Di sicuro avete sentito parlare di Freddy King e dei Blood Red Sun, band heavy metal di cui ho registrato tutti i dischi, sin dai loro esordi. Ed è proprio quando sto per entrare negli Hellfire Studios per curare il CD che segnerà il loro addio alle scene che tutto precipita. Dopo tanti anni trascorsi a combattere il passato, nel disperato tentativo di lasciarmelo alle spalle, mi ritrovo ad affrontare di nuovo l’orrore quando sono costretto ad abbandonare la Harley-Davidson nel garage e a prendere la metropolitana. Comincia con una ragazza e un gioco di sguardi. Ma con il passare dei giorni mi rendo conto che qualcosa ci unisce e unisce anche gli altri bizzarri personaggi che affollano la metropolitana e che a quanto pare riescono a interagire solo con me. E, prima che possa rendermene conto, i fantasmi del sottosuolo cominciano a invadere la mia vita, trascinandola verso il basso, portandomi sulla soglia di un luogo che pensavo di essermi lasciato per sempre alle spalle. Ma, per quanto si possa provare a dimenticarlo, l’Inferno non ti dimentica una volta che ti ha assaggiato: aspetta solo il momento giusto per reclamarti. E a volte usa le persone a te più vicine per ingannarti e gettarti tra le fiamme.



Martino Rossi o, meglio, Marty Red, è il proprietario degli Hellfire Studios, dove si occupa di registrare i CD per varie band di musica "pesante". Mentre si sta occupando di una band agli esordi con il nome appropriato di Throne of Gloom (ma Trono della Tristezza, come dce anche Marty, fa capire meglio il loro livello...), Marty riceve una chiamata dal suo amico Freddy, cantante nella band dei Blood Red Sun. Marty dovrà occuparsi della registrazione del prossimo album della band, che sarà anche l'ultimo. Qualcosa di strano è però in atto: qualcosa che va peggiorando con l'arrivo dei Blood Red Sun agli Hellfire Studios.
Ho paura di fare spoiler, ma cercherà di trattenermi. Il romanzo è narrato in prima persona da Marty, che non risparmia commenti verso gli altri personaggi e che, oltre a narrarci le strane vicende che accadono mentre viaggia in metropolitana, ci racconta anche del suo passato, che ritorna a tormentarlo.
I personaggi, almeno per me, sono abbastanza ben costruiti.
 Mi è piaciuta Sonia, una ragazza particolare, e soprattutto mi è piaciuta la sua relazione con Marty, diversa e più nelle mie corde rispetto a quelle che vedo ultimamente. Anche gli altri hanno però le loro particolarità. A partire da Freddy, che fin da quando compare nel romanzo nasconde qualcosa e sembra stranamente coinvolto nella pazzia del sottosuolo, ma anche il resto della band. Tre individui molto strani... E se li vedessi in giro cambierei strada, grazie tante. Per non parlare poi di Owen, persona (sarà così?...) viscida e, con l'avanzare della storia, sempre più inquietante.
Il personaggio che, comunque, resta meglio costruito è Marty, pieno di contraddizioni e profondità che lo rendono più reale ai miei occhi. Sempre vestito di scuro, coi capelli lunghi e un sorriso orrendo, Marty adora cucinare e fare la "donna di casa", lasciando invece che Sonia si riposi. Ama le sue due gatte Bianca e Neve come due figlie e indossa cose improbabili in casa. A lavoro è un professionista, fuma come una ciminiera... E nasconde molte cose nel proprio animo che non mi sarei aspettata da un personaggio come lui. Pregiudizi, cari pregiudizi.
Il rapporto tra Val e Marty è quello che mi è piaciuto di più. I due sembravano in simbiosi per la maggior parte del tempo, pur con il divario di conoscenze che li rendeva quasi come padre e figlio.
Tra i vari personaggi quello che mi rimarrà impresso per sempre sarà Carlos. Una cosa terrificante, e propriamente chiamato dagli altri "mostro". Non fatevi ingannare dalla sua aria innocente, è una creatura spaventosa da cui mi terrei alla larga. Mi aspetto di vederlo nel prossimo romanzo, e sarei delusa se non ci fosse.
All'inizio la storia è davvero lenta, soprattutto con i Throne of Gloom. Pur non avendo ascoltato nessuna loro canzone, perché non esiste, se questa band esistesse davvero non li ascolterei mai. (Saranno ispirati a qualcuno? Voglio saperlo!) Non so come abbia fatto Marty a non vomitargli davanti. 
Ecco, una cosa che mi sarebbe piaciuta avere sono i testi delle canzoni dei Blood Red Sun. Pur potendo immaginarle, è difficile captare quanto siano fantastiche. Insomma, almeno Martyr's End Linder poteva mettercela, no?!
Pur avendo la pecca di iniziare lentamente, dopo un po' la storia avanza velocemente e ci troviamo spaesati quanto Marty, anche se purtroppo o per fortuna io avevo cominciato a capire quasi subito. E' interessante come, solo con la scrittura, Linder ci porti proprio accanto a Marty, a vivere le sue esperienze con i suoi "amici del sottosuolo". All''inzio Marty pensa di essere pazzo, ma è qualcosa di molto, molto peggio... Non ho mai preso la metropolitana, e grazie a questo libro non la prenderò MAI. Dovrete costringermi con la forza. 
Il finale non me lo aspettavo del tutto, e mi trovo ad aspettare con ansia il secondo libro in questa duologia: L'ultimo concerto di Freddy King.


(sarebbero 3.5/5)

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