giovedì 30 marzo 2017

Recensione #82 - Il Grande Gatsby | Gdl/Reading Challenge "Una Blogger per Amica"


Cari lettori, ci troviamo alla fine di questo GDL! Io, Valentina e Rosaria abbiamo quindi deciso di postare le nostre recensioni, ma diteci anche voi cosa ne avete pensato!



Titolo: Il Grande Gatsby

Titolo Originale: The Great Gatsby


Autore: F. Scott. Fitzgerald

Data di pubblicazione: 1988

Editore: Mondadori

N° di pagine: 182

Prezzo: €8,50 (Altra edizione)

Link per l'acquisto: Amazon


Trama: Chi è il misterioso e ricchissimo vicino di casa di Nick Carraway, a West Egg? E perché passa tanto tempo a fissare quella piccola luce verde che brilla su uno dei moli dell'altra sponda della baia? Il filo conduttore del capolavoro di Francis Scott Fitzgerald è il sogno impossibile cullato da Jay Gatsby. L'ambizioso giovanotto, che ha saputo conquistarsi con tutti i mezzi, leciti e no, prestigio, ricchezza e rispettabilità, vuol far rivivere l'amore fiorito un tempo tra lui e Daisy che un giorno lo ha respinto, povero e senza prospettive, per sposare il rampollo di una delle grandi famiglie americane. Ma i sogni più sono belli e meno hanno la possibilità di avverarsi. E Jay Gatsby non solo non riuscirà a strappare Daisy a Buchanan, pur gettando sulla bilancia tutto il peso del suo fascino e del suo potere, ma finirà addirittura col cadere, vittima innocente, sotto i colpi di un marito tradito messo sulle sue tracce, per vendetta, dal perfido rivale. Al di là dei riferimenti autobiografici, "Il Grande Gatsby" è sopratutto il ritratto di un epoca in cui il mondo dei contrabbandieri di alcolici si mescolava allegramente con quello dei banchieri e delle 'flappers' dei "Roaring Twenties", in attesa che la Grande Crisi seppellisse tutto sotto le macerie dell'"American Dream".



Non c'è fuoco né gelo tale da sfidare ciò che un
uomo può accumulare nel proprio cuore.

La prima volta che lessi questo libro, gli diedi una sola, misera, stella. Forse non era il momento giusto per leggerlo, non lo so.
Il Grande Gatsby non è un libro per tutti. E' un libro che si fa amare molto difficilmente e che, pur parlando di personaggi frivoli e superficiali, frivolo non è.
Nick ci racconta di Gatsby e del suo amore illusorio per Daisy, ormai sposata ad un altro e, comunque, facente parte di un mondo completamente diverso dal suo.
Seguiamo Nick mentre partecipa alla vita nell'Est, ai party, alla vita spericolata di questa parte d'America. Lo seguiamo mentre diventa sempre più disilluso e disgustato dalle persone che gli stanno attorno, persone che non si rendono neanche conto di quello che stanno facendo davvero, a cui non interessa delle conseguenze delle loro azioni, in primis Daisy.
Mentre Gatsby segue quella dannata luce verde verso un'illusione che lui stesso ha contribuito a creare nella sua mente, l'amore di Daisy, così lontana e così vicina allo stesso tempo... Daisy è, invece, un personaggio odioso. Patetica, viziata, frivola, una bambina che gioca col fuoco e si ritira appena prima di scottarsi, ma a cui non interessa quello che succede agli altri. La verità è completamente diversa da come la vedono gli altri personaggi, una ragazza angelica, quasi irreale, una dea.
Un libro breve, neanche 200 pagine, ma comunque intenso, intriso di quella superficialità tipica del tempo, delle feste, della società falsa, ipocrita, superficiale e, soprattutto, egoista.
E tutto questo, seguendo un sogno, quello di Gatsby di un amore impossibile, che si infrange in modo catastrofico e che finisce per ferire tutti e che provoca la distruzione delle vita dei personaggi.
Gatsby, pur non essendo il narratore, è l'unico diverso dagli altri. Nato povero, cerca di integrarsi inseguendo il suo grande amore. Invita chiunque a casa sua, ma rimane comunque un personaggio misterioso per gran parte del romanzo... E alla fine è lui a cui capita la fine più tragica.
Gli altri personaggi sono tutti "antieroi" che non mi hanno toccato minimamente, a parte un sentimento di disgusto e la speranza che avessero quello che si meritassero. Nick è un po' in mezzo a tutto questo, un personaggio grigio.
Lo stile di scrittura e la prima persona in cui gli eventi sono raccontati aiutano ad entrare meglio nella storia e nei suoi personaggi. Descrizioni vivide e l'opinione di Nick, che a volte finisce per influenzarci e a volte ci trova in netto disaccordo.
L'amore in questo romanzo è centrale, ma non è una storia in cui finisce bene e i due amanti si trovano a vivere una vita felice. Quello raccontato in questo romanzo è un amore tragico, e per certi versi finto quanto la società in cui nasce.
Detto questo, penso che Il Grande Gatsby è un romanzo che deve essere letto, ma anche capito, forse anche in modo personale.




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6 commenti:

  1. Ciao Francy, bella recensione!
    Io l'ho giudicata un'opera amara proprio per il fatto che Tom e Daisy la fanno franca mentre Gatsby e altri pagano le conseguenze delle loro azioni; anch'io avrei voluto vederli pagare, ma la loro esistenza è già insormontabilmente vuota... forse è questa la loro più grande punizione e non saranno mai felici :P

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    1. Forse è davvero così. Sono persone così vuote e infelice che proprio in questo sta la loro punizione

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  2. L'ho letto qualche mese fa per un gruppo di lettura e, complici forse delle aspettative stellari, non mi ha colpita quanto avrei voluto. Come dici tu, forse bisogna riconoscersi in maniera un po' più personale nella storia. Non so, ho avuto l'impressione di non farlo pienamente mio. Comunque è un'opera interessante e voglio leggere altro dell'autore.

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    1. Guarda, io la prima volta che l'ho letto gli ho dato una stella. Questa è la seconda volta, e forse l'ho capito meglio, non so...

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  3. A me è piaciuto molto ed è una lettura che mi ha presa parecchio, forse proprio perchè non avevo grandi aspettative sono rimasta invece sorpresa piacevolmente. Ho apprezzato particolarmente lo stile di Fitzgerald, un autore che non conoscevo ma che voglio apprezzare ancora in altre sue opere, e poi il continuo oscillare tra luce e oscurità, tra situazioni leggere e frizzanti e altre più ombrose e meno piacevoli. Nick come narratore ho trovato fosse perfetto proprio per la sua posizione, forse a volte troppo critico e non oggettivo, ma è un racconto pieno di emozioni di ogni tipo che mi ha affascinata in ogni sua veste, dalle atmosfere sfavillanti alla disillusione del Grande Gatsby...bellissima lettura a mio parere, mi spiace solo non ti abbia colpito come è successo a me, ma come hai detto è probabilmente molto personale! :)

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    1. Io con i classici ho sempre della aspettative altissime, ma forse devo abbassarle un po' ahahah
      Sì, secondo me è molto personale però sono contenta che ti sia piaciuto e che tu lo abbia letto assieme a noi! :)

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