domenica 19 marzo 2017

Recensione #79 - Vite Parallele. Demetrio e Antonio


Salve! Oggi posto la recensione id un libro che volevo leggere da tanto tempo. Vorrei recuperare anche gli altri, ma non so quando succederà.


Titolo: Vite parallele. Demetrio e Antonio

Autore: Plutarco

Data di pubblicazione: 2001

Editore: RCS Rizzoli

N° di pagine: 507

Prezzo: €13

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Sinossi: Grandi virtù e grandi vizi: questo l'elemento che accomuna le Vite di Demetrio Poliorcete e Marco Antonio. Due personaggi che Plutarco pone non come modelli da imitare, ma da cui guardarsi, poiché se le virtù furono alla base della loro grandezza, i vizi ne causarono la rovina. Demetrio Poliorcete, figlio di uno dei più valenti generali di Alessandro Magno, fu uno dei più energici sovrani ellenistici ma, sconfitto e catturato dai Seleucidi, visse i suoi ultimi anni nei vergognosi stravizi di una prigionia dorata. Marco Antonio, braccio destro di Giulio Cesare in Gallia, fu uno dei più potenti uomini di Roma fin quando, trasferitosi in Egitto, si lasciò irretire da Cleopatra e combatté una disastrosa guerra civile contro Ottaviano. Le introduzioni di Osvalda Andrei e di Rita Scuderi analizzano le figure di Demetrio e Antonio nel contesto del loro tempo e nell'interpretazione che ne dà Plutarco.


Ho deciso di leggere questo libro perché non solo mi interessa l'area antica della storia e perché, comunque, è interessante in sé, ma anche perché la storiografia può aiutarci a conoscere particolari sconosciuti. Mi ricordo che mi ero anche divertita a leggere Le Vite dei Cesari di Svetonio.
Qui si parlo di Plutarco, greco a Roma, che nelle sue Vite Parallele mette a confronto un personaggio greco ed uno romano. Mentre nei libri precedenti, i personaggi di cui Plutarco ricostruisce la vita sono utilizzati come buoni esempi, Demetrio e Antonio sono invece utilizzati come cattivi esempi che si devono conoscere, ma evitare.
Demetrio Poliorcete era figlio di Antigono Monoftalmo, che a sua volta era stato designato Stratego d'Europa da Alessandro Magno al momento della morte di quest'ultimo. I compagni di Alessandro entrano in guerra l'uno contro l'altro, in quanto non c'è un vero erede del regno del Macedone, e Demetrio aiuta il padre. 
Antonio, invece, è sicuramente molto più conosciuto. Dopo la morte di Cesare, Antonio entra in conflitto con Ottaviano Augusto per il potere a Roma, si innamora di Cleopatra e porta avanti una guerra contro Ottaviano.
Le vite di questi due uomini sono molto simili, e per questo vengono messe a confronto da Plutarco che, pur ammettendo i loro lati positivi, enfatizza i lati negativi.
Entrambi i personaggi sono  comparati al dio Dioniso, ogni loro azione soppesata nel bene e nel male.
Essendo un'edizione BUR, è fatta molto bene. Il testo è correlato da note riguardanti le persone citate e i fatti, e che correggono gli errori e le imprecisioni nel racconto di Plutarco. Molto interessanti le introduzioni all'inizio di ognuna delle due biografie.
Grazie alla lettura di questo testo ho scoperto cose a me sconosciute e Demetrio e Ottaviano sono davvero diventati persone reali. Non che prima non lo fossero, ma nei libri di scuola il tutto è molto impersonale, e dei personaggi storici vengono elencate solo le azioni militari e strategiche. Grazie a Plutarco invece entriamo nelle loro vite, scopriamo i loro vizi, le loro debolezze e i punti di forza, i loro amori, le loro azioni nei confronti degli amici, dei parenti e dei nemici. Insomma, è un'analisi molto più profonda.
Da futura storica (forse, se arrivo alla laurea...) non posso fare nient'altro che consigliarvi la lettura!

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