giovedì 23 febbraio 2017

Recensione #69 - Il prigioniero del Cielo

Oggi vi posto una recensione! Il libro è stato letto per:


Per questa serie è in corso un GDL sui due blog, e leggere la tetralogia è uno degli obiettivi per il primo trimestre!


Titolo: Il prigioniero del cielo

Titolo originale: El prisionero del Cielo


Autore: Carloz Ruiz Zafon

Data di pubblicazione: 2011

N° di pagine:


Editore: Mondadori

Prezzo: €21 (cop. rigida) / €12 (cop. flessibile)

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Trama: Barcellona, dicembre 1957. Nella libreria dei Sempere entra un individuo misterioso che acquista una preziosa edizione del Conte di Montecristo e la lascia in custodia a Daniel perché la consegni al suo amico Fermin. Il libro porta una dedica inquietante: "Per Fermin Romero de Torres, che è riemerso tra i morti e ha la chiave del futuro", firmato "13". Tra malintesi, imbrogli e minacciosi ricordi dal passato inizia l'indagine di Daniel per decifrare quella dedica enigmatica e capire quali segreti nasconde il suo fedele amico. Prima di potersene rendere conto, il giovane libraio viene catapultato in un passato che lo riguarda da vicino, dove la morte di sua madre Isabella si lega al destino di David Martin, il grande scrittore che dal carcere scrive Il gioco dell'angelo, e a quello del perfido editore Mauricio Valls, una vecchia conoscenza degli anni di carcere di Fermin. Quello che Daniel scoprirà non rimarrà senza effetti sulla sua vita, molte domande rimaste in sospeso avranno una risposta e lui si troverà in mano, inaspettatamente, la possibilità di vendicarsi.





"Quella notte le ho raccontato soltanto una piccola parte della storia, Daniel."
"Credevo che si fidasse di me."
"Io, a lei, affiderei la mia vita a occhi chiusi. Non è questo. Se le ho raccontato
solo una parte della storia, è stato per proteggerla."
"Proteggermi? Da cosa?"
"Dalla verità, Daniel... Dalla verità."


Ebbene, mi ritrovo ad aver finito anche il terzo libro di questa tetralogia firmata Carlos Ruiz Zafon.
In questo libro i volumi precedenti si congiungono e tutti i nodi vendono al pettine. Anche se il migliore resta L'ombra del vento, in il prigioniero del Cielo Zafon recupera parte del terreno perduto in Il gioco dell'Angelo, che non mi aveva convinta del tutto.
Qui ritroviamo Daniel e Bea, ormai sposati e con un figlio. I Sempere hanno tenuto a galla la libreria, anche se ci sono sempre dei problemi. Férmin è, sorprendentemente, ancora con Bernarda, e i due si dovrebbero sposare a breve, sennonché qualcosa sta turbando Férmin dopo l'apparizione di uno strano uomo in libreria che lascia per lui un emblematico regalo. Il nostro "don Juan" sembra l'ombra di sé stesso, ha perso peso, è sempre più agitato e non ha più la sua lingua affilata.
Così, ci addentriamo in questo romanzo, che si concentra molto di più sul passato di Férmin, fino ad ora lasciato poco più che sconosciuto. Ritroviamo David ed Isabella e David in particolare sarà un personaggio importante, un legame tra Férmin e Daniel fin da prima della fuga del primo dal castello di Montjuïc. Se quell'elemento "fantastico" ne Il gioco dell'Angelo non mi aveva convinta, è perché non lo è. Fin da subito, grazie agli occhi esterni di Férmin e degli altri internati, capiamo che David è un uomo ormai fuori di testa, completamente pazzo, ma ancora legato ad Isabella da una profonda amicizia. Ad un certo punto ci viene anche il dubbio, seppur piuttosto flebile nel mio caso, che Daniel sia il figlio di David e non di Sempere.
Com'è ovvio ormai in questa serie, troviamo un nuovo antagonista. Questa volta il "cattivo" prende la forma di un certo don Mauricio Valls, legato a Férmin in quanto suo carceriere, ma anche a Daniel, per ragioni emblematiche e che probabilmente ritroveremo nel prossimo volume. Letterato di poco talento, legato al regime, uomo viscido e subdolo, fin da subito Valls mi ha ispirato una profonda antipatia.
Ci viene qualche dubbio anche sulla lealtà di Bea nei confronti di Daniel. Questo penso sia più qualcosa id legato al fatto che, a parte i racconti di Férmin sui tempi del carcere, la storia è raccontata da Daniel in prima persona, e la comparsa dell'ex di usa moglie lo mette in agitazione. Daniel è diverso da come lo ricordavo, una differenza che nota anche Férmin stesso, che glielo fa notare.
Una piccola gioia personale è stata il matrimonio tra il nostro e la sua Bernarda: finalmente Férmin può lasciare andare il passato, almeno in parte, e godersi il proprio futuro. Rimane irrisolta invece il "file" Valls, in quanto l'uomo sembra essere scomparso, ma Daniel ha ancora sete di vendetta.
Vedremo come andrà a finire!


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