giovedì 9 febbraio 2017

Recensione #63 - Il gioco dell'Angelo


Oggi nuova recensione, come ogni giovedì! Si tratta di un libro letto per:




Titolo: Il gioco dell'angelo

Titolo originale: El juego del Ángel

Autore: Carloz Ruiz Zafon

Data di pubblicazione: 2008

Editore: Mondadori

Prezzo: €22

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: Nella tumultuosa Barcellona degli anni Venti, il giovane David Martin cova in sogno inconfessabile quanto universale: diventare uno scrittore. Quando la sorte gli offre l'occasione di pubblicare un suo racconto, il successo comincia infine ad arridergli. È proprio da quel momento tuttavia che la sua vita inizierà a porgli interrogativi ai quali non ha immediata risposta, esponendolo come mai prima di allora a imprevedibili azzardi e travolgenti passioni, crimini efferati e sentimenti assoluti, lungo le strade di una Barcellona ora familiare, più spesso sconosciuta e inquietante, dai cui angoli fanno capolino luoghi e personaggi che i lettori de L'ombra del vento hanno già imparato ad amare. Quando David si deciderà infine ad accettare la proposta di un misterioso editore - scrivere un'opera immane e rivoluzionaria, destinata a cambiare le sorti dell'umanità -, non si renderà conto che, al compimento di una simile impresa, ad attenderlo non ci saranno soltanto onore e gloria...
Con uno stile scintillante e grande sapienza narrativa, Zafon torna a guidarci tra i misteri del Cimitero dei Libri Dimenticati, regalandoci una storia in cui l'inesausta passione per i libri, la potenza dell'amore e la forza dell'amicizia si intrecciano ancora una volta in un connubio irresistibile.




Uno scrittore non dimentica  mai la prima volta che
accetta qualche moneta o un elogio in cambio di una
storia. Non dimentica mai la prima volta che avverte
nel sangue il dolce veleno della vanità e crede che, se
riuscirà a nascondere a tutti la sua mancanza di talento,
il sogno della letteratura potrà dargli un tetto sulla
testa, un piatto caldo alla fine della giornata e soprattutto
quanto più desidera: il suo nome stampato su un
miserabile pezzo di carta che vivrà sicuramente più 
a lungo di lui.


Avendo letto il primo libro nella quadrilogia, avevo aspettative alte per questo secondo volume. Purtroppo, la storia non mi ha appassionato come quella ne L'ombra del vento, anche se mi è piaciuta lo stesso.
Qui seguiamo David, un giovane che vuole fare lo scrittore. La storia è ambientata prima di quella in L'ombra del vento, e qui veniamo a scoprire anche chi è la mamma di Daniel.
Comunque, David scrive, ma non riesce a sfondare. Così, il suo amico Vidal lo mette in contatto con una coppia di editori da strapazzo, che gli fanno firmare un contratto, il quale lo obbliga a scrivere una serie di volumi chiamati "La città dei maledetti" sotto pseudonimo. La serie ha successo, e ad un certo punto David vorrebbe distaccarsene e scrivere altro. Il carico di lavoro per questa casa editrice lo rende praticamente il fantasma di se stesso, finché non compare Isabella nella sua vita, una ragazza che vorrebbe imparare a scrivere da David.
Non lo aiuta di certo la casa che ha acquistato: una casa lugubre, strana, piena di segreti e di fantasmi. Una casa che da tutti viene considerata "maledetta".
Quando David è ormai allo stremo, compare un personaggio inquietante dal nome di Andreas Corelli. Questo strano editore lo convince infine a lavorare per lui, sotto cospicuo pagamento, e di "creare una religione". Il patto tra David e Corelli è molto strano. Ci sono eventi e particolarità del personaggio che mi fanno identificare, e non solo a me, Corelli come il Diavolo, o comunque qualcosa di molto simile. La storia ha un elemento fantasy, se così posso dire, per via di Corelli, e dell'Epilogo. Ma ci sono degli elementi nella storia, delle battute di certi personaggi, che fanno intendere altro. Forse che David è pazzo, che si stia immaginando tutto, che sia qualche tipo di illusione datagli dalla sua malattia. Non lo sappiamo: Zafon non ci da alcuna conferma.
Personalmente ho trovato un po' irritante il fatto che ci fossero molti, troppi, elementi in comunque con L'ombra del vento: c'è sempre roba che va a fuoco, un poliziotto ambiguo ma non così tanto, e le donne amate dai personaggi finiscono sempre per avere una morte tragica. Insomma, l'elemento della novità scompare.
Ovviamente, ritroviamo il "Cimitero dei Libri Dimenticati", quel posto così misterioso e intrigante che mi piacerebbe visitare. Sempere e figlio (ovvero il nonno e il padre di Daniel de L'ombra del vento) compaiono nella storia, interagiscono con David e verranno travolti dagli eventi.
David è molto diverso dal giovane Daniel. David è scorbutico, e piuttosto antipatico, per non dire altro. Certo, dopo un po' ci si abitua ai suoi atteggiamenti, ma resta comunque la voglia di tirargli un pugno e di abbandonare il libro.
Nel Cimitero David trova un volume simile a quello che dovrebbe scrivere per Corelli, ed indaga sullo scrittore, un certo Diego Marlasca. Tra David e quest'uomo c'è un parallelo enorme, proprio come Daniel e Carax: le vite delle due coppie di uomini sembrano coincidere tragicamente, passo dopo passo.
Per quanto riguarda gli altri personaggi, vorrei soffermarmi su Vidal e Cristina.
David e Vidal sono amici di lunga data, e la loro è un'amicizia profonda. A poco a poco, però, si vedono affiorare le menzogne e il non detto tra i due, che rischiano di rompere il loro legame. A ciò contribuisce anche Cristina, donna amata da entrambi che in un primo momento sceglie Vidal e poi David, ma non troverà la felicità con nessuno dei due uomini. Sia Vidal che Cristina, però, cercano di aiutare David nei suoi momenti di difficoltà. Sono due dei personaggi più importanti, assieme a Isabella, che stanno vicino a David e ne condividono le pene.
Lo stile di scrittura è sempre ineccepibile, anche se la storia ha risentito del "già letto". In questi giorni dovrei cominciare Il prigioniero del cielo e vedremo come andrà!


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