giovedì 12 gennaio 2017

Recensione #52 - Il Martello di Thor

Salve, lettori! Oggi vi presento una recensione.

Il libro è stato letto per un obiettivo della Challenge:


L'obiettivo era "leggi un libro con uno o più nomi nel titolo".

Titolo: Magnus Chase e gli dei di Asgard 2. Il Martello di Thor

Titolo originale: Magnus Chase and the gods of Asgard. The Hammer of Thor

Autore: Rick Riordan

Data di pubblicazione: 2016

Editore: Mondadori

N° di pagine: 473

Prezzo: €18

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: Thor ha di nuovo perduto il suo Ripen. Il dio del tuono ha la sgradevole abitudine di dimenticare in giro per il Valhalla l'arma più potente dei Nove Mondi, per poi doverla recuperare a suon di guerre, sfide all'ultimo sangue e duelli con creature che si dilettano a distruggere l'universo.
Questa volta riconquistare il martello sarà ancora più difficile, perché è finito nelle mani di un gigante, che non ha alcuna intenzione di restituire il suo nuovo giocattolo.
Magnus Chase e i suoi amici devono ritrovarlo in fretta, prima che si compia il Ragnarok e il mondo dei mortali soccomba all'avanzata di un esercito di mostri. Per fortuna possono contare su un alleato prezioso: Loki, l'unica divinità in grado di aiutarli a raggiungere un accordo con il gigante. Peccato che sia il dio del male, nonché il peggior nemico degli abitanti del Valhalla...



Ripensai a mio zio Radolph. Come si fa a stabilire
quando qualcuno è irrimediabilmente perduto?
Quand'è che diventano troppo malvagi o pericolosi o
attaccati al proprio modo di essere da costringerci ad accettare
il fatto che non cambieranno mai? Per quanto tempo
puoi continuare a tentare di salvarli, e quand'è che invece
devi rinunciare e piangere per loro come se fossero morti?


Rick Riordan è uno dei miei autori preferiti: in romanzi per ragazzi, riesce a inserire tematiche che stanno a cuore solo a noi giovani, ma forse, se le leggessero gli adulti, potrebbero piacere anche a loro. E sono tematiche importanti.
Nei romanzi di Riordan, la famiglia in particolare è sempre importante, per una ragione od un'altra. Forse è proprio perché i protagonisti sono giovani, forse c'è qualcosa di più profondo; ad esempio, il fatto che per quanti errori i nostri genitori, o la famiglia in generale, possano commettere, dobbiamo sempre garantire loro il beneficio del dubbio, fino a quando diventa troppo.
E' questo che Magnus tenta di fare per suo zio Radolph, grazie ad un consiglio di Annabeth, sua cugina, a cui il consiglio a sua volta era stato dato da Percy.
In questo libro, Magnus deve cercare il martello di Thor, assieme ai suoi amici più fidati, Samirah, Blitz ed Heart, ma anche assieme ad Alex, un nuovo personaggio che io ho adorato. E' divers* da Samirah, in un senso buono.
Alex è genderfluid e transgender... ed è anche figli* di Loki, dio dell'inganno, e ciò fa si che Alex e Samirah siano imparentati. Alex, come Magnus, ha dovuto vivere in strada, ed è molto simile a Magnus sotto certi aspetti. Io personalmente ho amato questo personaggio, che vedrei bene assieme a Magnus, come coppia. Un'altra coppia che vorrei vedere sono Blitz e Heart, fin dal primo libro.
In Il Martello di Thor la ricerca di Mjolnir è sicuramente importante, ma viene dato spazio anche ad altri personaggi, come Heart: conosciamo suo padre, e capiamo quanto sia stato difficile per lui vivere in quella casa così... fredda, senza alcun calore umano. Heart ne ha subite davvero tante, e capiamo ancora di più perché si considera una "coppa vuota", ma capiamo anche che col tempo quella coppa lasciata vuota da una famiglia senza cuore può essere riempita da un altro tipo di famiglia, quella formata da i suoi amici. Almeno, questa è una speranza che ho per Heart.
Oltre a tutto questo, ovviamente, l'azione non manca: Loki sta tramando, ma sembra che questa volta sia dalla parte di Magnus e degli dei di Asgard. Cerca infatti di recuperare il martello perduto... Ma a quale scopo? E' questo che nel corso del libro scopriamo, e i fatti si susseguono uno dopo l'altro, avvicinandoci così passo dopo passo al Ragnarok, il giorno del giudizio. 
Riordan ha un piccolo problema, per me, ed è per questo che non riesco a dargli le 5 stelle complete: considera gli dei non come dei veri e propri, ma solo come entità potenti. Li tratta con davvero poco rispetto, e in particolare in questo libro mi riferisco a Thor. Questo, per una politeista come me, non può essere accettato. E, se utilizzi i nostri dei per i tuoi libri, abbi la decenza di considerarli tali.
A parte questa pecca (piuttosto grossa, ma sorvoliamo), i libri di Riordan sono sempre belli da leggere, grazie anche a personaggi sarcastici come Magnus, che alleggeriscono la storia e ci fanno scappare qualche risata. I personaggi sono sempre ben costruiti, e i rapporti tra loro sono sempre molto importanti.
L'ho considerata un'ottima lettura e ve la consiglio.


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