lunedì 16 gennaio 2017

Presentazione "Nove Strati di Buio" - riassunto

Sabato scorso sono andata ad una presentazione alla Miskatonic Univerisity di Reggio Emilia, una libreria specializzata in fantasy, fantascienza e horror.
Questa volta la presentazione riguardava la raccolta di racconti "Nove strati di buio" edito da Echos Group Italia.




La presentazione si è svolta con la presenza della curatrice Laura Sestri e di tre degli autori della raccolta: Olivia Balzar, Marco Esposito e Luigi Musolino. A porre le domande e dare spunti di discussione è stato Maico Morellini.

Io personalmente non ho ancora letto la raccolta, ma l'ho comprata ed è nella pila dei libri da leggere.







Autori: Olivia Balzar, Giovanni Canadè, Juri Casati, Nuela Celli, Marco Esposito, Luigi Musolino, Simonetta Santamaria, Ottavio Taranto

La folle volontà di conservare i propri cari oltre il tempo, la Vita e la Morte. (Olivia Balzar)
La semplice e profonda riflessione sullo spegnersi di tutto e sul male di vivere. (Giovanni Canadè)
La lucida rappresentazione di una cinica malvagità e di un vuoto sociale dell'essere. (Juri Casati)
La disturbante connessione tra chi vive e chi è ormai malmorto, (Nuela Celli)
La psicotica discesa nel buio della mente, metamorfosi di morte. (Marco Esposito)
La liberazione di una coscienza così nera che emerge dal più cupo degli umani abissi. (Luigi Musolino)
La consapevolezza di essere giunto alla fine, dell'inganno e del dolore nella vita e dopo. (Simonetta Santamaria)
La paradossale contemplazione di un morire, con le sue illusioni e i suoi enigmi. (Ottavio Taranto)



Gli autori hanno esplorato un tema comune come la morte (e il buio) in modo molto diverso tra loro, creando nove racconti particolari.

La prima domanda cui i tre autori presenti si sono trovati a risponde è stata riguardante l'ispirazione che ha permesso loro di dar vita alle loro storie.
Luigi Musolino ha spiegato di aver letto un testo filosofico piuttosto "pesante", in cui gli argomenti erano la morte e l'orrore cosmico, e che il suo racconto La copia parla di un doppio, che si materializza grazie ad una fotocopiatrice in un ufficio.
Olivia Balzar, invece, prende spunto dalla quotidianità per scrivere i suoi racconti dell'orrore. Nel caso di La casa di ringhiera, ha preso spunto da quel tipo di case, che permettono di vedere nelle case degli altri sbirciando dalla finestra. In particolare, ha scritto il racconto dopo aver letto di un particolare fatto di cronaca: una signora che girava con in passeggino in cui c'era il cadavere del suo cane.
Per quanto riguarda Marco Esposito, l'autore cerca di "dare un ordine alle cose". Esposito si era inizialmente ispirato ad un fatto di cronaca riguardante un uomo inglese che aveva ucciso moglie e figlio ed era poi andato tranquillamente a bere una birra con gli amici. Il racconto si distacca dal fatto di cronaca, che però ha innestato dei ragionamenti riguardo la natura umana e cosa potrebbe succedere nella mente di una persona per provocare una cosa del genere... Una cosa che potrebbe capitare a chiunque, anche al proprio vicino di casa. Questo, ed anche il periodo particolare in cui l'autore si trovava, lo hanno portato a scrivere il suo racconto Scappiamo Insieme.
Tutti i racconti hanno delle particolarità. Marco Esposito ha ripreso l'ambientazione creata nel proprio romanzo, un'ambientazione vista dal punto di vista del personaggio e non solo come sfondo e che gli permette di avere una "mitologia propria" alle spalle. Per Morellini, nel racconto di Esposito si ha quasi la percezione che i luoghi possano essere "catalizzatori di mali". L'autore si trova d'accordo, anche perché certi luoghi possono ottenere una certa aurea per nostre sensazione, per come si è stati cresciuti. E la capacità di dare una personalità forte ai luoghi è una caratteristica che dona forza alla storia stessa.
Nel racconto dell Balzar, c'è una sintonia tra la protagonista e la donna che lei osserva. La donna è bellissima e perfetta secondo i canoni della protagonista, che aspira ad essere come lei e l'ammira. La realtà però è diversa dalle apparenze...
Il racconto di Musolino è ambientato in un ufficio, un luogo preso dalla realtà e dalla sua vita. La fotocopiatrice ha una coscienza propria e da luce ai pensieri più bui presenti nelle menti umane. La storia è scritta nella seconda persona singolare, ed esamina lo coscienza del protagonista.
Sono comunque storie che provengono dalla normalità e dal quotidiano e in cui si inseriscono cose anormali ed inusuali.

Si è parlato anche degli autori, che hanno trovato la passione per questo tipo di storie fin dall'infanzia, grazie a film che hanno guardato ed alle storie che i genitori leggevano loro.
E' stato preso in esame anche il modo di scrive. Ad esempio, occupandosi anche di teatro, Olivia Balzar ricerca anche la musicalità delle parole e il loro suono.




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