venerdì 18 novembre 2016

Recensione #33 - Matilde

Le recensioni estremamente negative a volte capitano...


Titolo: Matilde

Titolo originale: Matilda

Autore: Roald Dahl

Data di pubblicazione: 2010

Editore: Salani

N° di pagine: 221

Prezzo: €8

Link per l'acquisto: Amazon

Valutazione: 

Trama: Matilda ha imparato a leggere a tre anni, e a quattro ha già divorato tutti i libri della biblioteca pubblica. Quando perciò comincia la prima elementare si annoia talmente che l'intelligenza le esce dagli occhi.
Gli occhi di Matilde diventano incandescenti e da essi si sprigiona un potere magico che l'avrà vinta sulla perfida direttrice Spezzindue, la quale per punire gli alunni si diverte a rinchiuderli nello Strozzatoio, o li usa per allenarsi al lancio del martello olimpico, facendo roteare le bambine per le trecce.

Avevano un figlio di 
nome Michele e una figlia di nome Matilde,
e nutrivano per quest'ultima la stessa
considerazione che si ha per una crosta, cioè
per qualcosa che si è costretti a sopportare
fino al momento in cui la si può grattar via,
eliminandola con un colpetto delle dita.


E' difficile recensire i classici, soprattutto quando ti deludono quanto io sono stata delusa da questo libro. Anni fa ho visto il film, che non mi era particolarmente piaciuto ma neanche dispiaciuto, e ho voluto provare a leggere il libro.
Grande errore.
E' stata una lettura noiosa e totalmente irrealistica, che non solo mi ha fatto sbadigliare; mi ha irritato non poco. E si, so di non essere il "target" del libro, ma un buon libro si dovrebbe poter leggere ad ogni età, chiuso.
Matilde è un personaggio totalmente irrealistico. Irrispettosa, soprattutto verso i genitori, e irritante, mi ha fatto alzare gli occhi al cielo più di una volta. Un minimo di realismo si deve avere nei libri, ed una bimbetta di cinque anni non si comporterebbe e non parlerebbe minimamente come fa Matilde.
I genitori di Matilde sono anche peggio. Sì, ci sono genitori così, per davvero, questo non lo metto in dubbio. E difatti sono irritanti proprio per questo.
La signorina Dolcemiele e la signorina Spezzindue sono i personaggi più stereotipati e più fissi che io abbia mai visto in tutti i libri che ho letto, e ne ho letti abbastanza.
Il libro da anche un'idea sbagliata degli insegnanti, soprattutto attraverso la Spezzindue. Se mio figlio avesse un insegnante così, non solo fioccherebbero le denunce, ma io l'ammazzerei di mia mano, altro che essere spaventata.
Non c'è stata una sola, minima cosa che mi sia piaciuta in questo libro, e di sicuro non lo farei leggere ad un mio futuro figlio. Ci sono cose molto migliori da leggere in giro...

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