domenica 20 novembre 2016

La mia visita a Ferrara

Ciao a tutti! Oggi sono a casa, a riposarmi dalla giornata di ieri, che ho passato tutta fuori casa. E dove sono andata?! A Ferrara, "in cerca" di Ludovico Ariosto... Con Alcuni amici dell'Università ho visitato Palazzo dei Diamanti, dove si tiene la mostra per i 500 anni dell'Orlando Furioso. E poi io ed un'altra ragazza siamo andate alla casa di Ariosto, mentre gli altri andavano al Castello Estense. E niente, ho deciso di parlarvene un po'!

(Le immagini sono messe male nel post, anche se ho cercato di metterle a posto ... )


"Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori, le cortesie, l'audaci imprese io canto,
che furo al tempo che passaro i Mori d'Africa il mare."






Muniti di audio-guide, ci siamo addentrati per la mostra. Ovviamente, non potevamo fotografare tutto, come ad esempio l'arazzo e il quadro nella locandina dell'evento.

Come potete vedere anche bella prima immagine, dentro c'era piuttosto buio, ma si riusciva a vedere tutto comunque grazie a varie luci attorno.

Nell'immagine della parete potete vedere una parte dell'Orlando, l'inizio:



[1.1]                                                                         
Le donne, i cavallier, l'arme, gli amori,
Le cortesie, le audaci imprese io canto,
Che furo al tempo che passaro i Mori
D'africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
Seguendo l'ire e i giovenil furori
D'Agramante lor re, che si diè vanto
Di vendicar la morte di Troiano
Sopra re Carlo imperator romano.







[1.2]                                                                         

Dirò d'Orlando in un medesimo tratto
Cosa non detta in prosa mai, né in rima:
Che per amor venne in furore e matto,
D'uom che si saggio era stimato prima;
Se da colei che tal quasi m'ha fatto,
Che 'l poco ingegno ad or ad or mi lima,
Me ne sarà però tanto concesso
Che mi basti a finir quanto ho promesso.










Non voglio rovinarvi la mostra (o almeno, non completamente...), se volete andarci, ma vi mostrerò alcune cose, che sparpagliate non sono COMPLETAMENTE sensate, ma che con l'audio-guida si collegano le une alle altre.



Qui potete vedere un elmo antico, particolare per via di quelle sorta di "ali". I cavalieri d'un tempo si distinguevano anche grazie ai loro copricapi: i loro elmi avevano corna di diverso tipo, oppure piume, ali, corni. E da lì ricevevano a volte un soprannome. Si potevano riconoscere anche con particolari sui loro scudi o sui mantelli.

Cosa stupida, però mi viene in mente Il Trono di Spade, in cui Martin ha ripreso questa cosa con il Cavaliere delle Rose, oppure la Guardia dell'Arcobaleno.
Ma ci sono altri libri o serie tv che, giustamente, ambientando le loro storie in un tempo (semi-)medievale, hanno cercato di rendere il tutto più realistico anche attraverso questi particolari.








Questa è invece una sella. E' particolare in quanto mentre da un parte si possono vedere '' l'armi '', dall'altra i soggetti sono   " gli amori".

E' un oggetto davvero bello, che mi ha attirato parecchio.. Be', come molti altri. Ad esempio, i quadri che, purtroppo, non posso mostrarvi, erano davvero stupendi e sarei stata ore a guardarli per poterli capire a fondo.






Questo invece è la rappresentazione dell'' " armi". Si possono infatti vedere scudi, elmi ed altri oggetti riguardanti la guerra e le armi che in essa vengono utilizzate.


Rappresentazioni di quel tipo vengono anche dall'antichità, quando si dipingevano o rappresentavano i guerrieri prima della guerra, mentre si stavano preparando ed indossavano le armature.

In una mostra come questa, però, non potevano di certo mancare le armi vere e proprie dei cavalieri!

Ovviamente non usavano le pistole ed i fucili di oggi, ma armi definite "bianche" e che sono poi le lame, quali le spade...








Proprio come queste! Belle, vero? Io adoro questo tipo di armi, sono molto più particolari e, personalmente, preziose dei fucili e delle pistole in uso oggigiorno.

Mi piacerebbe imparare ad usarle, ma questo è probabilmente un sogno che non si realizzerà...

Ed intanto, immagino Orlando e gli altri cavalieri combattere onorevolmente utilizzando le loro fidate spade, come Durlindana.



Nel poema di Ariosto fanno però la loro comparsa anche armi da fuoco, come l'Archibugio.



"Oltre che sia robusto, e sì possente,
che pochi pari a nostra età ritruova,
e sì astuto in mal far, ch'altrui niente
la possanza, l'ardir, l'ingegno giova;
porta alcun'arme che l'antica gente
non vide mai, né fuor ch'a lui, la nuova:
un ferro bugio, lungo da due braccia,
dentro a cui polve ed una palla caccia.






Quelle sono state le poche foto fatte alla mostra a Palazzo dei Diamanti, ma, come ho già detto, sono riuscita ad andare anche alla casa del Poeta.

E' una casa piccola, ma,secondo Ariosto "adatta a lui".
Al piano terra abbiamo trovato una mostra di quadri in resina. Quadri particolari, facenti parte di una mostra. A me personalmente sono piaciuti abbastanza.




























C'era anche un giardinetto, con un'iscrizione in latino.







































Al secondo piano, invece, era tutto dedicato ad Ariosto. E abbiamo trovato un busto del Poeta, così come vecchie edizioni del poema e... la falange del pollice destro di Ariosto... (che io non ho direttamente fotografato, ecco). C'erano anche alcuni quadri!













































Erano esposti anche i vecchi volumi delle firme e, tra di esse, spuntava quella di Giuseppe Verdi!































Fine della mia visita! Voi ci siete stati?

Nessun commento:

Posta un commento

lasciate un commento, sono sempre apprezzati!