domenica 3 luglio 2016

Recensione #1: Il Cuore dell'Inverno di Robert Jordan

Titolo: La ruota del Tempo Vol. 9: Il cuore dell’Inverno

Autore: Robert Jordan

Data di Pubblicazione: 2013

Editore: Fanucci

Prezzo: 16,90 euro

Link per l'acquisto: ibs

Valutazione  e 1/2 su 5

Informazioni sull’autore: Robert Jordan è nato nel 1948 in Virginia. Nel 1990, con L’occhio del mondo, inizia il ciclo della Ruota del Tempo, considerato il suo capolavoro. La serie è un best seller mondiale. Robert Jordan è scomparso nel settembre 2007; Brandon Sanderson, basandosi sugli appunti dello scrittore, ha lavorato agli ultimi tre volumi che completano la saga.

Trama: Rand al’Thor, il Drago Rinato, non sembra in grado di compiere il proprio destino, quello di riunire tutti i popoli sotto il suo potere per combattere contro il Tenebroso. I bellicosi Seanchan si stanno riversando in Ebou Dar, e le Aes Sedai si dividono tra Elaida, pretendente al titolo di Amyrlin Seat, ed Egwene al’Vere, alleata di Elayne, regina di Andor. Quest’ultima, amata da Rand, sfugge a un agguato, e anche il Drago Rinato, scampato a sua volta a un micidiale attacco, si trova costretto ad attraversare i territori nemici per recarsi in un luogo in cui nessuno si aspetterebbe mai di trovarlo.

La Ruota del Tempo gira e le Epoche si succedono, lasciando ricordi che divengono leggenda. La leggenda sfuma nel mito, ma anche il mito è ormai dimenticato quando ritorna l’Epoca che lo vide nascere. In un’Epoca chiamata da alcuni Epoca Terza, un’epoca ancora a venire, un’Epoca da gran tempo trascorsa, il vento si alzò sopra l’Oceano Aryth. Il vento non era l’inizio. Non c’è inizio né fine, al girare della Ruota del Tempo. Ma fu comunque un inizio.”

La Ruota del Tempo è un ciclo che tempo fa avevo abbandonato, ma che poi ho deciso di leggere ancora. Pur trovando dei difetti, non me ne pento.
La storia in sé è interessante e articolata. Riprende diverse mitologie, in particolare quelle orientali. Vi è un’immensa quantità di personaggi, tutti diversi tra loro, di condizioni economiche diverse e di popolazioni diverse con culture totalmente estranee le une alle altre. Questo in particolare è una delle cose che mi ha fatto continuare a leggere. Da ciò che ho potuto leggere del fantasy di solito il protagonista è maschio, bianco. Anche qui il protagonista è maschile, però con il corso dei libri si da sempre più spazio ai personaggi “secondari” senza cui Rand non potrebbe fare nulla, molti dei quali sono donne. Nei libri precedenti ho adorato Moiraine, e continuando a leggere i libri ho cominciato ad apprezzare anche Nynaeve e alcune delle altre donne della storia.
Nel nono volume della saga la storia sembra più incentrata su Mat, la cui storyline arriverà ad una svolta.
A parer mio l’autore ha mostrato di saper cogliere le diverse sfaccettature dei personaggi, di farceli odiare o amare, di farli crescere e cambiare.
Una pecca abbastanza consistente però è stato lo stile di scrittura. L’ho trovato troppo “tell” e poco “show” e inoltre nel racconto si avevano dei punti morti in cui succedeva poco o nulla. Avrei preferito che il racconto scorresse più velocemente, anche perché la lentezza della narrazione mi ha fatto prolungare di molto il tempo di lettura.
Nell’ultima trentina di pagine però si è arrivati ad una vera svolta nella storia, che mi ha fatto restare incollata al libro.
Mi piace anche che alla fine del libro ci sia un Glossario con note riguardanti le date storiche, i personaggi e le parole inventate che fanno parte del testo.








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