martedì 12 luglio 2016

Il Lettore di Fantasia #2 - I TRE CAVALIERI CHE FERMARONO UN ESERCITO

Buongiorno! Oggi vi presento la recensione di un racconto presente nella rivista Il Lettore di Fantasia.

L'autore è Sean von Drake. Il racconto è diviso in otto numeri de Il Lettore di Fantasia e parte qui

Note sull'autore: Per «il Lettore di Fantasia» ha scritto «i tre cavalieri che fermarono un esercito». È di Bologna e può essere contattato direttamente via e-mail all'indirizzo sean_von_drake@hotmail.com.

Titolo del racconto: I Tre Cavalieri che fermarono un esercito

Voto: 

Una reliquia non poteva rendere il presente migliore; serviva solo a ricordare quanto grandioso fosse stato il passato.

<<....Il primo vagito di questo mondo è stato un grido di battaglia, e tale sarà il suo ultimo rantolo di agonia....>>

Il racconto si presenta diviso in capitoletti al cui inizio vi è un brevissimo riassunto di ciò che accadrà. La storia è interessante e così divisa si permette al lettore di fare brevi pause per "assimilare" quello che c'è scritto.
Ci sono comunque delle pecche.
Praticamente subito mi sono infastidita leggendo le battute dei personaggi, che venivano interrotte da virgole che, secondo me, non dovevano esserci e che interrompevano inutilmente il flusso del racconto.
Esempio:

«Mio signore,» disse quello, accennando un inchino. Nemus lo osservò apatico; «non sono un lord,» disse, prendendo il plico che il messo gli stava porgendo. «Una missiva urgente dalla vicina valle di Sarien,» si affrettò a spiegare il corriere mentre Nemus rompeva il sigillo.

Forse irrita solo me, però questa recensione la sto scrivendo io e quindi... Tralasciando questo particolare, la storia interessa il lettore fin da subito, e lo stile di scrittura fa in modo che il lettore possa immedesimarsi in Nemus.
Vi erano però descrizioni come questa

<<Salve,>> disse con la voce degli uccelli del bosco e del vento fra i rami, <<io sono Aryn Aevell>>

e... No. A me bisogna dare un tono di voce, dimmi se la voce e squillante o strascicata o qualcosa del genere. Trovo quella descrizione un po' troppo generica. Gli uccelli hanno vari versi, il vento può essere forte o no. Le voci sono alte, basse, roche, con una parlata strascicata eccetera.

Il racconto è ambientato in un posto in cui vi sono ancora cavalieri a cavallo, con spade e tutto. E forse sono troppo abituata a Jordan e alle altre storie di questo tipo, ma c'erano delle frasi che mi lasciavano un po' perplessa, in particolari riguardo il personaggio di Aryn.

«Eccomi qua,» annunciò finalmente Aryn sbucando dalla cucina con cuccuma e tazzine, «spero che ti piaccia forte. A me piace forte. Se il caffè non è come un cazzotto nei denti, per me è come bere acqua di fonte. Ti piace forte?» 

Non so, ma per me non è una cosa che un personaggio come Aryn, nipote di un prefetto, potrebbe dire. A meno che non sia "rozza" come uno scaricatore di porto. Allora ci può stare. Può essere anche per il fatto che sia una cacciatrice, ma non so.. Per me stona. Comunque, i personaggi mi sembrano ben costruiti e diversificati. E a dirla tutta Aryn mi piace.

Come in ogni racconto fantasy, ci sono creature diverse da quelle umane. In questo caso i "pelosaggi"

La palla grigia sbucò per un attimo dall'erba. Aveva due lunghe orecchie a punta sormontate da un ciuffo nero, e anche se era impossibile distinguere gli occhi fra tutto quel pelo, Aryn era certa di aver incrociato il suo sguardo per un istante, prima che sparisse di nuovo. «Un pelosaggio dei boschi!» disse Aryn, balzando in avanti. 

All'inizio non capivo davvero la sua utilità... Poi però si è dimostrato il più intelligente dei quattro.

 «Come si abbatte un ponte in un colpo solo?» chiese il pelosaggio.
«Sentiamo,» disse Corwil. Il pelosaggio rotolò sulla mappa, poi drizzò le orecchie prima di proseguire. «Si fa saltare la chiave di volta! Trovate la chiave di volta del vostro nemico, fatela saltare, e infallibilmente esso crollerà>> 

«Coraggio,» disse Myr all'improvviso, come se quei pensieri fossero stati pronunciati a voce alta, «il cambiamento è una marea, a noi sta salpare o rimanere sommersi.»

Ho apprezzato le descrizioni dei luoghi in cui i personaggi passavano:

La deserta bellezza della Val Sarien sovrastava i cavalieri in marcia. La vasta distesa verde sgargiante era appena velata di nebbia in lontananza, un'indefinita foschia dalla quale le montagne grigie e azzurrine si innalzavano per imbiancarsi di neve candida là dove gli affanni degli uomini non giungevano mai.

In alcuni punti la storia sembra più raccontata che mostrata, con l'uso di "tuttavia" e simili. Io personalmente cercherei di evitarli e di mostrare invece la reazione dei personaggi e basta.

Nemus abbassò la lancia all'ultimo istante, mirando a un punto scoperto sotto lo scudo; Werdayn tuttavia se ne accorse, oppure aveva lasciato quel varco a bella posta, fatto sta che riuscì a coprirsi parando il colpo di Nemus e mandando la sua lancia in frantumi. 


Ricapitolando, pur essendoci alcune "pecche" (tra virgolette perché lo sono per me), la storia è interessante e ben costruita e lo scrittore fa interessare il lettore in modo che gli importi dei personaggi del racconto, quindi penso che le 3 stelle siano meritate.

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