giovedì 20 aprile 2017

Recensione #90 - Questo non è un romanzo fantasy


Questo libro è stato letto per:

Libro/autore che ti ha sempre incuriosito ma non hai ancora letto


Titolo: Questo non è un romanzo fantasy

Autore: Roberto Gerilli

Data di pubblicazione: 2015

Editore: Plesio Editore

N° di pagine: 2016

Prezzo: €12

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: 
Filippo Mengarelli ha un’ultima speranza: il Lucca Comics & Games. Il suo esordio letterario, Le cronache di Falcograd, è stato stroncato da pubblico e critica, e il resto della trilogia rischia di non essere mai pubblicato. Durante la manifestazione, il ragazzo vuole trovare qualcuno disposto a credere nella sua opera. E qualcuno c’è: quattro cosplayer ispirati ai protagonisti del romanzo, ragazzi molto immedesimati al punto da far nascere qualche sospetto sulla loro identità.
Aiutato dalla sua amica Alessandra, illustratrice e fangirl, Filippo dovrà scoprire la verità sui quattro e trovare il modo di assicurare a tutti il lieto fine.
Tra citazioni e riferimenti nerd, “Questo non è un romanzo fantasy” evidenzia con ironia i pregi e i difetti del Fantasy visto attraverso gli occhi di chi lo scrive, ma soprattutto di chi lo legge.



"Penso che non dovresti essere così sincero".
"Sincero?"
"Aye, amico mio, ci sono cose che noi di Falcograd non dovremmo
sapere".


Sullo sfondo del Lucca Comics & Games, ci troviamo a vivere un'avventura molto particolare. Filippo, autore esordiente le cui copie della sua prima opera rischiano addirittura il macero, spera di poter convincere gli editori presenti tra gli stand a ripubblicare Le Cronache di Falcograd. Quando ormai perde le speranze, compaiono le uniche cinque persone che credono in lui. Una è Alessandra, sua amica e fangirl, che ha curato le illustrazioni dei personaggi. Gli altri quattro, invece, sono (o no?) cosplayers che hanno portato alla vita i protagonisti del romanzo di Filippo.
Non pensavo di avere così tante difficoltà a scrivere questa recensione, ma tant'è. Badate bene: il libro mi è piaciuto, quindi non sarà una recensione à la Ziti, ecco, ma i miei pensieri erano piuttosto confusi. Ecco, noi blogger con Ziti non facciamo una bellissima figura, e se d'un tratto diventasse reale un pugno in faccia non glielo leverebbe nessuno.
Il libro si legge velocemente grazie allo stile di scrittura di Gerilli, semplice senza essere banale e che non annoia. È stato un bene, perché ultimamente ho un po' un blocco del lettore e faccio fatica a non abbandonare spesso la lettura dei libri che scelgo,
Filippo è uno scrittore che ha tanto da imparare, e che si è meritato tutte le "batoste" ricevute dalla critica, ma vediamo una crescita in lui durante la storia. Non impara solo qualcosa del mondo della scrittura, ma si relaziona anche in modo più profondo con i suoi personaggi, e forse vederli in carne ed ossa e parlarci gli ha fatto notare molti dei suoi errori.
Alessandra, la fangirl logorroica, è sicuramente il personaggio a cui mi sono legata di più. Perché sono io, sono onesta! Lo slash shipping, l'eccitazione e l'emozione nel leggere, tutto mi hanno ricordato me stessa e le mie amiche. Niente, miei cari autori, ci dovete tenere così! Ma poi Cornelius/Ernest? Nuova OTP.
C'è un netto contrasto tra i personaggi che dovrebbero essere persone normali e reali, come Ziti, l'editore Distordini, ed anche Filippo, e i quattro avventurieri di Falcograd. Sì, perché mentre Filippo e gli altri sono codardi, avidi, e per certi versi neanche vogliono migliorarsi, Cornelius, Ernest, Drinuil e Haxter sono gli unici che, pur scritti male fin dall'inizio, cercano in tutti i modi di fare il proprio dovere di eroi e salvare il proprio mondo, migliorandosi lungo la strada. Per questo loro mi sono piaciuti molto di più e ad essere onesta mi hanno anche resa più fiera di leggere fantasy. Sì, perché, pur con tutta la spazzatura che c'è in giro, i cliché, gli autori pigri che fanno poche ricerche e scrivono male, gli editori che spesso non controllano quello che pubblicano perché tanto è roba di nicchia, ed anche i lettori che si rifiutano di leggere alcuni sottogeneri perché non all'altezza di *inserire autore fantasy famoso qui*... Spesso troviamo delle piccole perle, come questo libro, che ci trasportano in un viaggio tra realtà e fantasia e che magari ci fanno crescere, sia come lettori che come persone.
Personalmente, ho riso parecchio ai commenti del narratore riguardo i cliché fantasy, perché in fondo sono veritiere, ed ho colto (quasi tutte) le citazioni nerd nel romanzo.
Nel complesso è stata un'ottima lettura e ve la consiglio, come anche vi consiglio di non arrendervi e di continuare a cercare piccole perle del fantasy anche in Italia.


Sarebbero 4.5/5

martedì 18 aprile 2017

Wrap Up: Il mio anno libresco fino ad ora!





Oggi mi va di parlarvi delle mie letture dal primo di Gennaio fino ad oggi, e magari scoprire le vostre, se volete condividerle!

Come sapete, quest'anno sto partecipando ad alcune challenge. Queste hanno il pregio di farmi scoprire nuove letture... Però mi fanno lasciare i libri che ho in TBR (To Be Read) sullo scaffale perché non coincidono con gli obiettivi, e mi dispiace molto. Sto comunque leggendo, quindi non è un male!

Per ora ho letto 42 libri sui 100 che mi sono prefissata, alcuni belli, altri meno.

Il libro più lungo che ho letto è stato...

Recensione

Ed ora, il meglio e il peggio fino ad ora!




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E voi come siete messi a letture? Quali sono stati i libri migliori, e quali i peggiori?

lunedì 17 aprile 2017

Recensione #89 - Il profumo del Pane alla Lavanda

Ciao a tutti! Oggi vi parlo di un libro letto per una challenge:


Casella 43 – Biblioteca di Masterchef

- Lavanda +20
- Mela +15
- Tè +10
- Limone +8
- Torta +5



Titolo: Il profumo del pane alla lavanda

Titolo originale: Garden Spells

Autore: Sarah Addison Allen

Data di pubblicazione: 2008

Editore: Sonzogno

N° di pagine: 283

Prezzo: €9,90

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: 
Claire è una Waverley e conosce bene le magiche proprietà di frutti e fiori che crescono nel suo giardino. Dalla nonna, Claire ha ereditato la grande casa in cui vive sola e ricette preziose che possono cambiare il destino delle persone. I nasturzi inducono a mantenere i segreti, le bocche di leone spengono la passione e la lavanda... Tuttavia, la sua è una vita tranquilla. Almeno fino al giorno in cui la sorella Sidney, scappata di casa dieci anni prima, bussa inaspettatamente alla porta e fa vacillare il muro che Claire ha costruito attorno al proprio cuore.



Tutto in Claire urlava: "Destino..." E tutto ciò che 
l'aveva condotto a Bascom, all'inseguimento di sogni mai
divenuti realtà, lo aveva portato a quel momento.
L'unico sogno mai realizzato.

La città di Bascom è abitata da famiglie con certe caratteristiche solo loro, proprio come nelle favole. Ci sono le donne Clarks, che usano sesso e seduzione a loro vantaggio, ci sono gli Hopkins, i cui uomini si innamorano sempre di donne più mature di loro.. E ci sono le Waverley, donne strane, ognuna con un dono. Il dono di Claire è saper utilizzare le piante in cucina per preparare cibi particolari e buonissimi che provocano in chi li mangia specifici sentimenti. Claire ha trovato la sua routine nella casa che era stata della nonna, e usa le sue abilità per guadagnarsi da vivere. La sua pace viene interrotta quando Sydney, sua sorella, torna a casa assieme a sua figlia, la piccola Bay. Anche a causa del nuovo vicino, l'affascinante Tyler, la vita di Claire riceve uno scossone.
Questa è, in fin dei conti, la vita di tre donne: la giovane Claire, così chiusa in sé stessa e insicura, le cui certezze si sbriciolano pian piano; la sua sorellastra Sydney, scappata da un rapporto violento e in cerca di stabilità; e la giovane Bay, che sa sempre il posto delle cose e che si trova subito a suo agio con la zia.
Sappiamo da subito che il rapporto tra le due sorelle, in gioventù, è stato praticamente inesistente, ma i casi delle loro vite le porteranno a far sbocciare quella tardiva relazione che si instaura tra le sorelle, così diverse tra loro, che le porta ad aprirsi e ad aiutarsi l'una con l'altra e che, volenti o no, le porta sempre una accanto all'altra. E so di cosa sto parlando, credetemi, anche io ho una sorella. Ad unirle ancora di più c'è Bay, così giovane ma già dalle idee chiare, che vuole solo la felicità della madre e che sa con certezza che il loro posto è con zia Claire.
E poi c'è anche Tyler, che cerca in tutti i modi di conquistare Claire, anche se quest'ultima lo dissuade in tutti i modi. E alla fine soccombe all'evidenza. E Sydney, che riprende i rapporti con Henry Hopkins, innamorato perso di lei.
Il tutto, in quel magico giardino dalle piante speciali, all'ombra di un melo praticamente personificato, attaccato alle Waverley, che vuole far parte della famiglia e se ne prende cura in tutti i modi a lui possibili, anche grazie alle sue mele, che fanno vedere a chi le mangia l'avvenimento più importante della loro vita. 
L'unico problema, David, che incombe su Sydney e sulla sua ritrovata felicità e il cui odore la perseguita, mischiandosi al buon odore di casa.
Il rapporto tra le due sorelle è sicuramente la cosa che mi è piaciuta di più, come anche il giardino e il melo. Meno la storia d'amore, ma io non ne leggo mai e comunque non mi ha dato nessun fastidio, anzi. Era nel posto giusto, come direbbe Bay.
E' un libro che credo non avrei mai letto se non me lo avessero suggerito, ma non mi pento di averlo fatto. La storia è molto bella, fresca e nuova per me, e il modo in cui  è scritta rende un piacere leggerla. Credevo davvero di sentire gli odori descritti e di trovarmi nel giardino, assieme a Claire prima, e con Bay poi. 
Ho odiato David, e ho provato solo disgusto per lui, ma forse anche perché era il personaggio meno approfondito della storia. Al contrario, ho adorato Evanelle, una vecchietta così strana e divertente, ma che sa subito di cosa hanno bisogno le persone attorno a lei.
Come probabilmente avrete capito, il libro è consigliatissimo, e spero di poter leggere presto qualcos'altro scritto da questa autrice!


domenica 16 aprile 2017

Book Tag 25 domande sui libri



Salve, lettori! So che oggi per molti di voi è festa, in quanto Pasqua. Auguri! Per me è festa perché è l'Olympieia. Quindi, ho deciso di fare un post leggero, rispondendo alle domande di una Book Tag in cui sono stata taggata.

LE REGOLE


1. Nomina almeno 5 blog a cui fare le domande
2. Cita sempre chi ha creato il tag, in questo caso Racconti dal passato
3. Nomina e ringrazia il blog che ti ha nominato. Grazie mille, Virginia e il Labirinto!
4. Usa come immagine quella in cima a questo post


Ed eccovi le mie risposte!

1. Come scegli i libri da leggere?

Eh, come li scelgo? Prima andavo in libreria a sbirciare le nuove uscite, ma dopo qualche casino con qualche CE e le pubblicazioni mancate di serie... Niente. Ci vado ancora qualche volta, ma preferisco controllare online. Comunque, a me piace andare a sbirciare i Book Haul e le TBR di altri book blogger o di booktubers. Inoltre, se recensiscono bene un libro che potrebbe piacermi, ci faccio un pensiero. Ci sono molti autori che adoro e quindi mi segno le date d'uscita dei loro libri, così, senza neanche vedere la trama, perché so che c'è il 99.99% di possibilità che mi piacciano!
Mi segno i titoli su un file, sono arrivata a quasi duemila libri. I prossimi acquisti saranno fatti ad estrazione ahahah. Aiuto.
Di solito, inoltre, cerco di alternare letture più lunghe a letture corte, e di spaziare tra i generi che mi piacciono, perché altrimenti dopo un po' mi viene noia.

2.  Dove compri i libri, in libreria o online?

A causa degli sconti che ci sono online, molte volte compro lì. Però ci sono alcune volte in cui compro in libreria, in particolare ultimamente vado ad UNA SOLA libreria nella mia città ^^;

3. Aspetti di finire un libro prima di acquistarne un altro?

Seeeeeeeeeee certo. Io appena ho dei soldi tra le mani mi fiondo a comprare libri. Però devo aspettare molto perché io non leggo in digitale... Lo faccio solo se costretta. Quindi la spesa è maggiore e mi ci vuole di più. 

4. Di solito quando leggi?

Sempre. Ogni minuto che trovo. In treno quando vado all'università o quando torno a casa. Aspettando le lezioni. La notte. Se passa un giorno senza che io legga qualcosa mi dispero, vi giuro. Ogni volta che vado in giro mi porto un libro, a volte due se il primo lo sto per finire (ad esempio mi mancano 100 pagine), e se si presenta l'occasione ecco che lo tiro fuori e comincio a leggere. 
Oh, a volte mi porto dei tomazzi enormi e poi la schiena protesta, ma io vado avanti imperterrita col cartaceo.

5. Ti fai influenzare dal numero di pagine quando leggi un libro?

In che senso? Cioè, se è troppo grosso non lo leggo? Seeeeee, okay. No. Non mi frega nulla della pagine, anche se più il libro è breve, più sono sospettosa e prevenuta, quello sì. Di solito nei libri troppo brevi mancano dei particolari, o sono scritti in uno stile che a me non piace (*cough* Vitali *cough*) e di sicuro preferisco tomazzi come La Ruota del Tempo, ricchi di dettagli, personaggi e particolari, piuttosto che un libro breve che non mi lascia nulla e la cui lettura dura un'ora al massimo.


6. Genere preferito?

Io spazio molto in realtà. Fantasy, storici, contemporanei, horror, classici, young adult. I romance li leggo solo se sono a tema LGBT+. Di solito non disdegno altri generi, ma preferisco quelli che ho elencato!

7. Hai un autore preferito?

Allora, ci sono autori di cui leggerei qualsiasi cosa, e di cui compro i libri a scatola chiusa. Tra di essi: J. K. Rowling, Benjamin Alire Saenz, Rick Riordan... e recentemente anche Lynn Flewelling, anche se ancora devo finire la sua serie di Nightrunner.

8. Quando è iniziata la tua passione per la lettura?

Boh, dalle elementari? Vi giuro che non mi ricordo, ma io sono andata un anno prima a scuola perché sapevo già leggere e ho foto di me da piccola mentre leggo le favole seduta in balcone.

9. Presti libri?

Lo facevo, ma poi i libri mi tornavano sporchi di cioccolato o dopo anni e quindi ora no. Probabilmente li darei a persone di cui mi fido, di cui so che leggono e non fanno orecchie o roba simile.

10. Leggi un libro alla volta oppure riesci a leggerne diversi tutti assieme?

Prima ne leggevo solo uno alla volta, ma quest'anno, causa challenge di vario tipo, ne leggo più di uno alla volta... Un sistema con cui ancora non mi trovo molto a mio agio.

11. I tuoi amici/familiari leggono?

I familiari no, nessuno. Mia sorella qualche rarissima volta, ecco. Molti dei miei amici invece leggono, e con alcuni mi trovo a parlare delle nostre letture. Ma è una cosa nuova, perché prima di andare all'università, non conoscevo nessuno che leggesse.

12. Quanto ci metti mediamente a leggere un libro?

Solitamente un paio di giorni, ma la cosa varia dalla lunghezza del libro e dal tempo a disposizione!

13. Quando vedi una persona che legge (ad esempio sui mezzi pubblici) ti metti immediatamente a sbirciare il titolo del suo libro?

Ovvio!

14. Se tutti i libri del mondo dovessero essere distrutti e potessi salvarne solo uno quale sarebbe?

Cioè, se fossimo in Fahrenheit 451? Mi faccio distruggere pure io, come faccio a salvarne solo uno? Su che basi? 

15. Perché ti piace leggere?

Come posso rispondere? Potrei dirti che leggendo mi rifugio in un angolino di calma, in cui ci sono solo io, il libro, e i personaggi. Potrei dirti che è una cosa rilassante, e allo stesso tempo che mi permette di sentire emozioni che di solito non provo. Potrei dirti che mi piace e basta. Ma non sarebbe abbastanza.

16. Leggi libri in prestito (da amici o dalla biblioteca) o solo libri che possiedi?

Yep, leggo anche libri presi a prestito, più che dagli amici, dalla biblioteca. Nella mia città ce ne sono tante e c'è molta varietà.

17. Qual è il libro che non sei mai riuscito a finire?

Uhm... Madame Bovary di Faubert e La valle dell'orso di Richard Adams. Sono davvero gli unici che non ho mai finito di leggere. E non ci tengo.

18. Hai mai comprato un libro solo perché aveva una bella copertina, e cosa ti attrae nella copertina di un libro?

A me piacciono le belle copertine, e mi attraggono. Ma alla fine è sempre la trama a farmi decidere se leggere il libro o meno. A volte compro un libro in una certa edizione così da avere anche la copertina più bella, ecco.
Nelle copertine guardo molto i colori, e preferisco i disegni piuttosto che la roba tutta digitale. 

19. C'è una casa editrice che ami particolarmente, e perché?

Allora... Delle Italiane sto cominciando ad apprezzare Dunwich Edizioni e Plesio Editore in particolare. Mentre per le straniere, Ylva Publishing tutta la vita. Ho alcuni libri pubblicati da altre CE di cui non ho mai letto nulla in TBR, quindi vedremo.

20. Porti i libri dappertutto (ad esempio in spiaggia o sui mezzi pubblici) o li tieni "al sicuro" dentro casa?

Li porto ovunque ma cerco di averne cura il più possibile.

21. Qual è il libro che ti hanno regalato che hai gradito maggiormente?

Uhm...Sinceramente a me non è che mi regalino tutti questi libri... Ne ho alcuni che mi hanno regalato in TBR, ma boh.

22. Come scegli un libro da regalare?

Intanto, li regalo solo se sono certa che al ricevente piace leggere, perché a me non piace sprecare soldi. Comunque, dipende dai gusti della persona, mica dai miei.

23. La tua libreria è ordinata secondo un criterio o tieni i libri in ordine sparso?

Io cambio la disposizione dei libri ogni volta che pulisco le mensole, più o meno ogni mese. Ma di solito ha sempre un senso. In questo momento, ho tre scaffali TBR, uno per i libri riguardanti l'Hellenismos, uno per i libri illustrati, uno per le serie in copertina flessibile e i libri delle CE minori, uno per le serie che ho finito di leggere, uno per le serie in copertina rigida, uno per i libri che probabilmente non leggerò mai più, ed uno per i libri in lingua. Ma cambierà tra poco.

24. Quando leggi un libro che ha delle note le leggi o le salti?

Ma che domanda! Le leggo, sono lì certamente per un motivo, no? 

25. Leggi eventuali introduzioni, prefazioni o postfazioni dei libri o le salti?

Le leggo, in ordine di come si presentano.



Questo è quanto! Non so chi nominare, sinceramente, perché molte delle blogger che conosco non rispondono alle Book Tags. Quindi, rispondete se volete farlo! :)

sabato 15 aprile 2017

Le interviste della Leonessa #1 - Valentina Furnò e Chiara Andreazza


Salve a tutti! Oggi inauguro una nuova rubrica a cadenza casuale!


Ogni tanto mi piacerebbe sapere qualcosa di più di un autore o di un libro, così ho deciso
di inaugurare questa rubrica!


Ho intervistato le autrici Valentina Furnò e Chiara Andreazza che hanno pubblicato i libri I cieli di Tabula e Le clessidre di Tabula con Leone Editore.

- Ecco quindi l'intervista! -


 Ciao! Ho letto e recensito entrambi i vostri libri, I Cieli di Tabula e Le Clessidre di Tabula. I volumi fanno parte di una serie con protagonista la giovane Alyssa, che si ritrova a vivere delle avventure nel mondo di Tabula… E questo mi fa sorgere delle domande.
Cominciamo però dal principio!

Q: Potete parlarci un po’ di voi e di come vi è venuta l’idea iniziale?


CeV: siamo due grandi sognatrici e l’idea di iniziare a scrivere una saga fantasy nasce praticamente da lì. Chiacchierando delle nostre comuni passioni, un giorno ci siamo ritrovate a discutere seriamente di un nostro ipotetico universo fantasy, come lo avremmo strutturato, quali sarebbero state le regole che lo avrebbero governato, quali le caratteristiche dei personaggi dei quali ci sarebbe piaciuto narrare le gesta, attribuendo loro pregi e difetti, punti forti e debolezze, ideali e paure ma, soprattutto, dando loro una storia, un passato, un presente e un futuro da raccontare. Giorno dopo giorno, aggiungevamo qualche tassello in più all’ambientazione e ai personaggi. Alla fine i nostri personaggi hanno iniziato a respirare da sé, a pretendere voce, a costruirsi la loro storia. Siamo passati dal discutere oralmente, dal prendere febbrilmente appunti per non lasciarci sfuggire nulla del momento creativo allo scrivere dialoghi e a descrivere luoghi e fattezze fisiche. E il tutto è avvenuto in modo del tutto naturale, ad essere sinceri. Scrivere era la perfetta conclusione di un dialogo a due voci protrattasi per qualche – molti in verità – mese. 


Recensione
 Q: In questi primi due romanzi abbiamo scoperto qualcosa di Tabula, ma mi sono resa conto che non è molto, ed anche Alyssa capisce che Tabula è più di quello che sembra. Mi chiedo, vorreste dirci qualcosa di più su Tabula e sulle creature che la abitano?


CeV: Tabula è assolutamente molto più di quel che sembra e che traspare dai primi due libri. E che la sua scoperta sia lenta e vada di pari passo alla scoperta che Alyssa fa del Mondo dello Spirito è frutto di una nostra precisa scelta. Anche perché persino per noi Tabula è, in parte, un mistero da decifrare. I nostri due romanzi hanno – per ora – solo due Point of View, quello di Alyssa e quello di Pedro. Attraverso i loro occhi e le loro parole accompagniamo il lettore alla scoperta di Tabula, facendoli divenire parte del processo di crescita, ricerca e scoperta che vivono Alyssa (per la gran parte) e Pedro (per i brevi intervalli ove diviene il protagonista della narrazione). Anche per noi Tabula è un’entità viva, che cambia, si modifica, si riscrive ad ogni respiro. Del resto, il nome della realtà che ospita Academia, Elyria, Punta di Capo Bianco e le altre località del nostro mondo fantastico oltre il velo, ossia di Tabula, è ispirato alle Tabulae Rasae degli antichi romani. L’idea di fondo è che Tabula sia un mondo cangiante, in continua evoluzione, intimamente legato e connesso al Piano Materiale di cui costituisce il riflesso e per ora non vogliamo aggiungere altro. E sulle creature del Piano Spirituale… diremo soltanto che esse, senza le creature del Piano Materiale, senza il legame che le unisce…avrebbero poche chance di sopravvivenza.



 Q: Siete due autrici, ma la serie è una! Quindi come funziona? Intendo: vi dividete i compiti oppure fate tutto assieme (scrittura, creazione del mondo, personaggi...)?

CeV: la stesura dei nostri romanzi è frutto di un continuo confronto orale per lo sviluppo della storia e della trama, dei personaggi e delle ambientazioni. Discutiamo praticamente di ogni aspetto e prendiamo appunti: creiamo o riprendiamo le linee temporali di quanto già narrato o di quanto vorremmo narrare (ci sono fogli su fogli di linee temporali che si intersecano e si accavallano…); rivediamo le caratteristiche dei personaggi, sia psicologiche, sia fisiche; decidiamo i luoghi ove collocare le avventure dei nostri personaggi e studiamo gli ambienti. Ma la bellezza dello scrivere a quattro mani è poter discutere delle idee che vengono ad entrambe e poi valutare se queste idee possono coesistere e come, oppure se hanno un solo destino: il cestino. Ecco, la fase più bella del momento creativo, almeno per noi due, è quella successiva al raccoglimento delle idee di ciascuna, ovvero discuterne assieme. E’ da questi momenti di confronto che nascono le avventure di Alyssa e di Tabula. La scrittura è solo una mera conseguenza di questo confronto e può anche capitare che durante la scrittura vera e propria i personaggi decidano di abbandonare i binari che avevamo creato per loro e fare di testa propria, vivere da sé in altre parole. Infine, c’è sempre una fase di revisione che avviene correggendo il cartaceo, o direttamente su pc con due monitor collegati in tempo reale.

Ecco, nella fase di revisione (che avviene anche durante la scrittura, per i micro archi narrativi di cui si compone la storia) c’è da dire che è Chiara a rimette ordine, visto che invece Valentina consente ai personaggi e a Tabula di fare quasi sempre di testa loro. 


Recensione
 Q: Una cosa a me cara in questa serie sono i personaggi. Soprattutto Adam, come vi ho già riferito. Soprattutto in Le Clessidre di Tabula i rapporti di amicizia o di screzio sono stati fondamentali. Vedremo di più le dinamiche tra di loro? E COSA FONDAMENTALE (per me, ma sono io che faccio le domande e quindi vi tocca) ci saranno personaggi e coppie lgbt? E, se non ci saranno, potete almeno dirmi come reagirebbero gli abitanti del mondo dello Spirito?

CeV: sì, ne Le clessidre di Tabula i rapporti tra i personaggi assumono un ruolo fondamentale anche ai fini dello sviluppo della storia e sarebbe stupido negarlo. Ma, come accennato poco sopra, i nostri personaggi delle volte vivono da sé e non c’è modo per noi di forzare le loro relazioni. Stiamo comunque parlando di ragazzi adolescenti che si affacciano all’età adulta e che, crescendo, scoprono la forza e l’importanza dei loro sentimenti. Riguardo la domanda su legami LGBT o personaggi LGBT, al momento non c’è nulla più di qualche traccia in subtext e bisognerà vedere se essa evolverà in qualcosa di più concreto nei romanzi a venire. Noi non ci precludiamo niente e sicuramente c’è una possibile coppia LGBT che sta muovendo i primi passi proprio in questo secondo romanzo. Ai nostri occhi è anche piuttosto evidente, ma questo non vuol dire che necessariamente questa coppia riuscirà a formarsi. Non spetta a noi deciderlo, ma a loro.
Riguardo l’eventuale reazione da parte degli abitanti di Tabula, è necessario ricordare che su Tabula possiamo trovare creature molto diverse tra loro. Alcune di esse, per esempio, provengono dal Piano Materiale, da mondi altamente evoluti quali Meter. Giacché immaginiamo Meter come l’esaltazione del mondo greco, del libero pensiero, dell’uomo al centro dell’Universo, della teknomagia pulita che non distrugge ma crea, è facile pensare che i Meteriani siano, da un punto di vista sociale e umano, naturalmente aperti verso ogni forma di libertà personale, omosessualità compresa.

Per il resto, riguardo le creature che vivono su Tabula, la loro natura è talmente variegata che anche nel loro caso è impossibile generalizzare una reazione. Crediamo che dipenda da individuo ad individuo, come in fondo accade anche nella quotidianità. 


 Q: I personaggi sono divisi in Pilastri, che hanno caratteristiche proprie. Potreste parlarci di più di come funziona, di come i ragazzi vengono scelti e di come, in generale, si svolge la loro vita ad Academia? Mi riferisco soprattutto alle lezioni, a cui noi riusciamo a partecipare attraverso Alyssa solo poche volte, perché qualcuno ha altri piani.

CeV: i Pilastri identificano le virtù primarie dei nostri personaggi: ragione, sentimento, spiritualità. Pertanto i nostri personaggi sono stati assegnati ai singoli Pilastri in base alla loro caratteristiche e propensioni intellettuali, emozionali e spirituali, tenendo presente che l’assegnazione ad un Pilastro avviene in base alla caratteristica predominante di ogni studente. Per quel che riguarda il modo in cui uno studente viene scelto, non vi sveliamo nulla perché speriamo di farvi assistere in prima persona a tale scelta. Abbiamo mutuato il concetto dei Pilastri dell’Albero della Vita dalla filosofia ebraica (in primis, dalla filosofia che sottende la cabala ebraica), semplificando il concetto di base per adattarlo alla nostra storia. Riguardo, invece, la vita dentro Academia, gli studenti seguono lezioni teoriche in aula con tanto di libri di testo, lezioni pratiche di magia e lezioni di duello all’arma bianca. D’altronde, Academia è una istituzione il cui scopo è preparare i propri studenti a compiere il grande passo che sancirà il loro ingresso nell’età adulta, ovvero il legarsi con una creatura arcana di Tabula nel Sacro Vincolo del Patto. Gli studenti di Academia (almeno quelli che saranno in grado di superare le prove previste dal corso degli studi) sono destinati a diventare Araldi dell’Albero della Vita dopo aver stretto il patto con una creatura arcana di Tabula, al fine di tutelare l’equilibrio tra il Piano Materiale e quello Spirituale, impedendo l’attraversamento del velo che li divide. In fondo, i veri protagonisti della battaglia tra bene e male che fa da sfondo alle vicende narrate nella nostra saga sono proprio loro: gli Araldi dell’Albero della Vita. Vedremo se Alyssa e i suoi amici saranno in grado di divenire Araldi dell’Albero della Vita e difendere questo precario equilibrio.


 Q: Quando scrivete, di quale personaggio preferite parlarci (a parte, ovviamente, Alyssa)?

CeV: ci sono tanti personaggi a cui siamo legate. Ci dispiace che alcuni di essi non abbiano trovato spazio ne Le clessidre ma dovevamo necessariamente fare una scelta, per ragioni legate alla trama e alla lunghezza del romanzo. Kether è sicuramente uno dei nostri personaggi preferiti e ci dispiace averlo dovuto sacrificare un po’. Anche Kira delle Tempeste è un personaggio a cui siamo molto legate, ma Kira saprà ritagliarsi il suo spazio nei tempi a venire. E poi ovviamente ci sono i draghi di Punta di Capo Bianco e c’è Temperance che ne I cieli di Tabula avete conosciuto come drago, e ne Le clessidre di Tabula, nella sua forma umana. Ecco, sicuramente Temperance è il personaggio preferito da Valentina, mentre Raa’ Shaba e Adamantine sono fra i personaggi più amati da Chiara.  


 Q: Volete parlarci di qualcosa che io non ho chiesto?

CeV: sì, volevamo dare appuntamento ai nostri lettori per le due grandi fiere dell’editoria Italiana. Ci vediamo a Milano per la fiera “Tempo di Libri”, venerdì 21 aprile 2017, allo stand della Leone Editore (C17 / Pad 4) dalle ore 10:00 alle ore 13:30. E al “Salone Internazionale del Libro di Torino”, sempre di venerdì, il 19 maggio 2017 dalle 14:00 alle 17:00 sempre presso lo stand della Leone Editore. Maggiori e più dettagliate informazioni riguardo la nostra partecipazione saranno divulgate su facebook con un po’ di anticipo.


Q: Un Saluto?

CeV: certamente! Salutiamo Francesca che ci ha avute ospiti sul suo blog, e tutte le lettrici e i lettori di The Reading Pal! 





Ringrazio ancora le due autrici per avere risposto, e la casa editrice Leone Editore per aver autorizzato l'intervista!

venerdì 14 aprile 2017

Recensione #88 - La verità della suora storta



Oggi nuova recensione! Si tratta di un libro letto per:

OBIETTIVO 1: Leggi un libro di Andrea Vitali. Il completamento di questo obiettivo ti darà 1 PUNTO

E' un libro che sicuramente non avrei letto per conto mio, ma ho comunque fatto lo sforzo!


Titolo: La verità della suora storta

Autore: Andrea Vitali

Data di pubblicazione: 2015

Editore: Garzanti

N° di pagine: 231

Prezzo: €16,40

Link per l'acquisto: Amazon

Trama: Sisto Santo ha la manualità e la fantasia giuste del meccanico di rango. Da ragazzo ha riparato perfino una Peugeot 403 senza fare una piega, lasciando a bocca aperta il Scatòn, il suo capo officina, che i diesel manco li conosceva. Però adesso fa il tassista. Si è comprato un Millenove e aspetta i clienti alla stazione ferroviaria di Bellano. Pochi. Arrivano da Sondrio o da Lecco e Milano, e vanno in visita all’ospedale o su al cimitero. Oggi gli è capitato un fattaccio. Una donna arrivata dopopranzo, poco prima che dalla radiolina che tiene in macchina partisse la sigla di Tutto il calcio minuto per minuto. Non che fosse importante: ultima giornata; campionato 1970 già bell’e andato al Cagliari, però… Gli ha chiesto di essere portata al cimitero, che non sa nemmeno dov’è. Ma poi, arrivati là, il Sisto si è accorto che la donna era morta. Proprio lì, sul sedile posteriore del Millenove, macchiandolo pure di urina. Un guaio mica da ridere. Da tirare in ballo il maresciallo Riversi. Anche perché la donna è senza borsetta e non si riesce a capire chi sia, né chi stesse cercando al cimitero di Bellano in quel pomeriggio di fine aprile. 



"A quest'ora, se non aveva niente da fare in reparto,
se ne andava di sotto in lavanderia a dare una mano
oppure filava nella cappelletta a pregare.
La suora storta non stava mai ferma.
Quando la chiamavano e bisognava cercarla
c'era da diventare matti.
Doveva sempre fare qualcosa.
Sembrava che qualcuno l'avesse condannata
ai lavori forzati."


Questo è il secondo libro che leggo di Andrea Vitali, e conferma la mia opinione: non mi piace. Anche se, devo dirlo, questo libro è migliore de Le belle Cece, l'altro libro che ho letto, sempre per questa challenge.
Ci troviamo a Bellano. Il protagonista, possiamo dire, è Sisto Santo, tassista. Un giorno, una donna sale sulla sua vettura, diretta al cimitero... E ci arriva morta, senza che Sisto si sia accorto di nulla se non quando era troppo tardi. La donna non ha documenti, così il maresciallo Riversi cerca di scoprire la sua identità, scavando in qualcosa di inaspettato. E l'unica che  sa la verità è una suora tutta storta che un tempo stava all'ospedale.
Questa storia, come ho detto, l'ho trovata più interessante di quella nell'altro libro, e anche meglio fatta, seppure sempre scritta in questo stile che a me davvero non va giù. L'ho trovata con più senso di quella raccontata in Le Belle Cece e, forse, se fosse stata scritta meglio, mi sarebbe piaciuta di più.
Sisto e il maresciallo sono i personaggi con più spessore in questo romanzo: il primo, orfano, con quel dito mignolo mancante simbolo delle cose che gli sono sempre mancate nella vita, ma che riesce a farsi una vita prima come meccanico e poi come tassista. Il secondo spinto da senso del dovere dopo la scoperta che ci potrebbe essere un figlio o una figlia in vita, senso del dovere anche nei confronti di quel figlio tanto desiderato da lui e dalla moglie ma che i due aspettano ad avere per preparare un luogo adatto e un futuro sicuro.
Anche il personaggio dello Scatòn mi è piaciuto abbastanza, un uomo coi piedi per terra senza il quale ( e senza la sua malattia)non si sarebbe venuti a capo di nulla.
Gli altri, invece, sembrano esistere solo per tenere il segreto, come l'avvocato, ma anche il prevosto, che pur non sapendo la verità vorrebbe non andare a scavare. Alla fine è proprio la suora storta, quel personaggio enigmatico e sorprendente di cui nessuno sa nulla se non che era storta, appunto, e che lavorava nell'ospedale fino al trasferimento.
Insomma, forse, e dico FORSE, se me lo chiedessero potrei leggere un altro libro di Vitali. Ma per ora, vado a leggere altro.


giovedì 13 aprile 2017

Recensione #87 - Il codice Blackthorn


Eccomi con una nuova recensione! Questo libro è stato letto per:

CUCCIA LIBROSA: Leggi un libro che La biblioteca di Eliza abbia recensito nel 2016. Il completamento di questo obiettivo ti darà 2 punti



Titolo: Il Codice Blackthorn

Titolo originale: The Blackthorn key (Book 1)

Autore: Kevin Sands

Data di pubblicazione: 2016

Editore: Rizzoli

N° di pagine: 380

Prezzo: €16

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Trama:  
Polveri, unguenti, erbe medicinali. E poi una grande voliera e libri, decine di libri. Entrando nella bottega di mastro Benedici Blackthorn, Christopher Rowe impara a conoscere il mondo affascinante e misterioso degli speziali. Sta muovendo i primi passi in mezzo a pozioni e medicamenti (non senza qualche scoppio), quando il misterioso culto comincia a mietere vittime tra i mastri speziali di Londra. Le morti si moltiplicano e il cerchio si stringe sempre più intorno a Christopher. A quanto pare è lui che dovrà venire a capo del mistero, interpretando enigmi e scoprendo formule alchemiche. Tra nascondigli di fortuna e fughe a rotta di collo, con una buona dose di coraggio e un amico fidato. 



"Come sapete il mio nome?"
"Una volta Benedict disse che il suo apprendista
aveva un amico così leale che qualsiasi piano il ragazzo
escogitasse, anche il più assurdo, c'era da scommettere
che Thomas Bailey sarebbe rimasto sempre
al suo fianco. Christopher è ricercato per omicidio.
Sulla sua testa pende una taglia di venti sterline, e gli
uomini del re non sono i soli a volerla. Ma tu sei qui,
nonostante tutto. Chi altri potresti mai essere?"


Ci troviamo a Londra, a maggio dell'anno di Grazia 1665. Una serie di omicidi sta mettendo in crisi non solo la Gilda degli Speziali, che vede tra le vittime tre due suoi membri, ma anche la Guardia del Re, che non riesce a trovare gli assassini. Tra il popolo gira voce che le vittime siano sacrifici, e che siano state uccise dagli adepti al Culto dell'Arcangelo.
In tutto questo, noi seguiamo il giovane Christopher, apprendista speziale al suo terzo anno. Il giorno del suo compleanno, lo stesso giorno del compleanno del re Carlo, il suo Maestro Benedict Blackthorn gli fa un regalo molto particolare: un cubo, un enigma. E, da quel giorno, la vita di Christopher cambierà per sempre.
Ho trovato la storia molto interessante: non avevo mai letto nessun romanzo con protagonisti degli speziali, quindi mi è sembrato tutto molto nuovo. Se durante le lezioni di fisica mi annoiavo a morte, cercando di ricordare le reazioni di un elemento con un altro, gli esperimenti di Christopher non solo mi hanno fatto ridere per i disastri che combinava, ma sono stati anche utili nel corso della storia. Non mi sono affatto annoiata e anzi penso che farò qualche ricerca a riguardo, perché alla fine mi sembra interessante. Anche gli enigmi mi hanno presa, non troppo complessi ma neanche facili, e cercavo di decifrarli assieme a Christopher e Tom, il suo migliore amico. I medicinali erano strani, ma erano quelli del tempo, e questa è una delle parti che mi ha affascinata di più.
Ecco, forse non lo consiglierei dai dieci anni in su: pur essendo una scrittura abbastanza semplice, ci sono scene di tortura e morti violente che io personalmente non farei leggere ad un bimbo di dieci anni. Ma forse i tempi sono cambiati, non so.
Se la storia è ricca di colpi di scena e ben fatta, i personaggi non sono da meno.
Christopher ci parla della sua vita all'orfanotrofio e di come sia cambiata dopo essere diventato apprendista. E' un ragazzo curioso, pieno di inventiva (magari un pochino troppa) ed intelligente. E sebbene questo sia un libro per ragazzi mi sono trovata a seguire con interesse la sua storia, non semplice, e ad avere simpatia per questo ragazzino un po' sfortunato.
Tom è completamente diverso da Christopher, ma è leale ed un buon amico, anche se non molto veloce a pensare e di sicuro non bravo con gli enigmi come Christopher.
I due si completano e sono sempre assieme, in un'amicizia autentica che non richiede nessun secondo fine.
Mi è piaciuto molto anche il rapporto tra Christopher ed il suo Maestro, Benedict. I due sono come padre e figlio, e Benedict cerca di proteggere il suo apprendista fino alla fine. Benedict è un uomo tranquillo, non violento, che cerca la conoscenza. Mi è stato automaticamente simpatico.
Gli altri personaggi, come Lord Ashcombe e Oswyn, non mi hanno colpito particolarmente ma hanno un loro perché nella storia. Wat invece è un'altra storia: malvagio fino al midollo, crudele, violento... Spero di vederlo nel prossimo romanzo.
Nel complesso la storia è stata coinvolgente, tanto che non riuscivo a mettere giù il libro, ma lo stile di scrittura attenua un po' questa cosa. E' il primo romanzo di questo autore, quindi penso che negli altri migliorerà.